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Ghiacci Artici in forte sofferenza, estensione ai minimi storici
22 giugno 2012 - ore 18:29
BANCHISA ARTICA MAI COSI' BASSA IN QUESTO PERIODO - La primavera aveva fornito indicazioni incoraggianti sull'estensione dei ghiacci: l'inizio tardivo della fisiologica fusione stagionale aveva fatto in modo che la superficie di territorio ricoperta dai ghiacci, fra aprile e maggio, fosse in linea con la media di riferimento dell'ultimo trentennio. Si trattava di un dato da considerarsi pienamente positivo, poiché in controtendenza rispetto alle ultime stagioni negative. Nell'arco di poche settimane la situazione si è radicalmente ribaltata: si è avuta una rapida fusione della superficie ghiacciata, complici le temperature elevate ed il meteo soleggiato. Negli ultimissimi giorni l'estensione complessiva del pack artico non solo risulta ben sotto la media, ma risulta aver raggiunto i minimi storici registrando il punto più basso dal 1979 ad oggi.
L'INCUBO DELLA STAGIONE NERA DEL 2007 - Al momento la situazione appare quindi non certo migliore rispetto alla stagione del 2007, che è passata alla storia la più negativa in assoluto. Va detto che il triste primato del 2007 si era però creato nel cuore dell'estate, mentre in questo periodo era più o meno in linea con altre annate complicate. Bisogna quindi attendere per vedere se l'attuale deficit tenderà ulteriormente ad aggravarsi, o se in ritornerà quanto meno in linea con le medie degli ultimi anni. Si conferma comunque il trend che vede i ghiacciai artici soffrire fortemente in questo periodo e alla fine ci sarà ben poco da sorprendersi se si toccheranno nelle prossime settimane altri primati negativi storici, magari avvicinandosi alle pessime gesta del 2007.
GHIACCIO MARINO TROPPO GIOVANE - Nonostante il positivo recupero riscontrato nel periodo tra l'inverno e la primavera, le prospettive per il futuro della banchisa si fanno preoccupanti per il resto dell'estate. Queste variazioni così brusche dell'estensione del pack deriva proprio dal fatto che lo spessore del ghiaccio, ad eccezione del cuore della banchisa, è sempre più sottile e questo lo rende particolarmente sensibile alle variazioni meteorologiche.


