Sapevate che state respirando nuovamente lo smog? E questo avviene non solo nelle città della Val Padana, da sempre definita come area più inquinata d’Italia, ma l’inquinamento è presente in tutti i centri urbani, e si chiama soprattutto polveri sottili o PM10.
Dai dati rilevati ci sono centri urbani poco importanti che hanno valori che sono il triplo di quelli misurati a Milano, definita maglia nera per il PM10.

Un uso corretto dei dati diffusi dalla Meteorologia, a supporto di coloro che nelle grandi aree urbane decidono quando limitare il traffico automobilistico, ridurrebbe e i livelli di inquinamento delle nostre città.
Ovviamente parliamo di prevenzione. La Meteorologia è in grado di individuare quando ci sarà il rischio che si accumulino sostanze inquinanti.
La formazione dello smog è prevenibile, esistono modelli matematici che simulano, con un preavviso di vari giorni, dove ci saranno le condizioni per un aumento dei livelli di sostanze inquinanti. Eppure in Italia vengono ignorati, perlomeno ci risulta così.
È davvero poco utile attivare sistemi di prevenzione quando si sono toccati livelli altissimi di inquinamento, perché per abbatterli ci vorrebbero provvedimenti impopolari e probabilmente non attuabili.
E nel frattempo, respiriamo a pieni polmoni un bel po’ di PM10 e, magari tra 10 giorni, quando questo pazzo anticiclone deciderà di andar via o sarà lì per farlo, si prenderanno provvedimenti.
Ma il dubbio che sovviene è quanto sia utile bloccare il traffico delle auto quando il danno è fatto.
Nel frattempo, cercate di respirare poco, magari funziona come prevenzione… ovviamente scherziamo.
