

Ha raggiunto l’Italia del Nord Italia la perturbazione prevista alcuni giorni fa, dove si sono avuti e sono in atto piogge e temporali a macchia di leopardo, ovvero l’ennesima avversità meteo di questa Estate.
La goccia d’aria fredda è una massa di aria gelida in quota, che traslando verso sud est passerà sopra territori e mari che attualmente sono caldi e contenenti molta umidità.
Dal contrasto di diversissime masse d’aria avremo la formazione di altre nubi e poi temporali.
Oggi, come era nelle previsioni, i temporali interesseranno a macchia di leopardo il Nord Italia.
Sabato il Centro e parte del Sud
Domenica il Centro Sud e la Sicilia.
Lunedì il Sud e parte della Sardegna.
A generare il peggioramento sarà la citata goccia fredda in quota che oggi si originerà dalla perturbazione che sta interessando il Nord Italia.
In genere, il guasto del tempo che avviene ad Agosto, in passato veniva chiamato “rottura dell’Estate”. Ai giorni d’oggi questa definizione ha portato a interpretazioni errate, come fine dell’Estate, ciò forse per superficialità, forse perché la tradizione meteo italiana è cambiata, e appassionano nomignoli che celano catastrofi atmosferiche.
Quel che succede comunque è normale. Quella che viviamo appare essere una stagione estiva anomala, ma lo è assai meno di quelle tragicamente siccitose e calde che abbiamo vissuto anche nel recente, esempio nel 2015, oppure eccessivamente piovosa come il 2014.
La normalità è un numero determinato dalla statistica che difficilmente si presenta nella realtà.
Questa Estate piove come avveniva in passato nel Nord Italia e in ampi tratti dell’Appennino, anche se vanno menzionati nubifragi che sono avvenuti in località di costa, ma ciò è avvenuto anche in passato.
Inoltre fa caldo senza eccessi, anche se poi si patisce l’afa in molte località, ma ciò è normale che accada d’Estate.
L’Estate 2016 è questa qui, abbiamo trascorso con lei 2/3 della sua vita, perché lo ribadiamo ancor oggi, il 1° Settembre per convenzione meteorologica internazionale inizierà l’Autunno meteorologico, ciò circa 3 settimane prima di quello astronomico.
