
Meteo d’Inverno. Chi non gode più della beata gioventù si sarà accorto che, in confronto a qualche decennio fa, le nevicate sono minori. D’altronde, si sente spesso in giro e vengono presi confronti con epoche dove la Pianura s’imbiancava diverse volte all’anno, mentre il clima degli ultimi inverni è stato poco generoso nei confronti di chi ama la neve.
Ma questo è vero? La risposta resta la stessa: più o meno.
Specifichiamo subito che gli ultimi cinque inverni non sono stati generosi, anzi, alcune aree in Pianura Padana non hanno proprio visto neve, nemmeno una volta, tra gli inverni del 2016 e del 2017, mentre nell’ultimo anno si è salvato all’ultimo grazie all’ondata di gelo tra febbraio e marzo.
Svolgendo un’analisi più approfondita, gli errori sottintesi son due: il primo è che non vi abbiamo dato un riferimento temporale; il secondo è che è sbagliato prendere come modello gli ultimi cinque inverni e incolpare loro del cambiamento climatico, poiché se ci spostiamo altrove, come in USA, quegli anni son stati ricchissimi neve e gelo.
Prendendo in mano i dati però: dagli anni 90 la nevosità media della Pianura Padana è diminuita, questo rispetto alla media 1961-1990, e i dati di diversi osservatori meteo (Modena, Padova, Milano, Torino, Parma e Varese, per citarne alcuni) confermano ciò.
Questo è successo nonostante ci siano state annate di nevicate generose: ricordiamo l’inverno del 2006, con un gennaio nevosissimo; il 2009, con abbondanti nevicate a dicembre; febbraio del 2013, e per non parlare delle storiche nevicate del febbraio 2012 sulle Adriatiche.
Questi sono i dati: non possiamo prendere come modello due o tre inverni consecutivi scadenti e porli come un nuovo clima, perché è un errore madornale. Il clima si fa su scale di un trentennio, e non su qualche inverno poco nevoso.
Un altro errore comune è confrontare gli anni 2000 con il 1800: è ovvio che all’epoca i suoli fossero molto più bianchi e con episodi più frequenti, poiché si era in PEG, ovvero Piccola Epica Glaciale, e fare dei paragoni è privo di senso, perché è un confronto con 150-200 anni fa, al di fuori del range di vita umano.
Molti Osservatori affermano, con dati ufficiali, che nell’ultimo trentennio nevica meno rispetto agli anni precedenti, e in particolare sono drasticamente diminuiti i giorni con neve al suolo. Ciò vuol dire che negli ultimi decenni nevica, anche in maniera importante, ma semplicemente resta al suolo molto meno a causa di temperature più miti o della successiva conversione in pioggia, dovuta al cuscinetto freddo che è meno resistente di un tempo.
Questo è un dato. Potremmo rigirarla quindi in questo modo: nelle nostre città del Nord, la neve permane al suolo molto meno rispetto al Novecento. Questa affermazione, è decisamente più scientificamente corretta.
