La Niña, meteo da Settembre le tempeste nel Mediterraneo, rischio alluvioni

 

La Niña del Pacifico è in grado condizionare il clima di molte parti del nostro pianeta e anche l’Italia e il Mediterraneo non fanno eccezione. Secondo vari studi, potrebbe essere la causa scatenante di intense siccità nel Mediterraneo, ma anche, in Autunno, dello sviluppo dei temporali marittimi. Sembrano, invece, minori le correlazioni col clima italiano durante l’Inverno.

 

Gli anni con Niña sono di solito caratterizzati da una zona di Alta Pressione sulla Penisola Iberica che blocca le perturbazioni oceaniche tra Settembre e Novembre. Sul Mediterraneo centro occidentale, tra le Baleari e il Mar Tirreno, la calma simil tropicale favorisce la genesi di aree temporalesche marittime che si spostano verso le regioni costiere ogni volta che giunge qualche disturbo dall’Atlantico.

 

A Settembre, e qualche volta già dalla seconda parte di Agosto, inizia la stagione dei super temporali marittimi mediterranei. Questi temporali non sono collegati a perturbazioni meteo organizzate, ma possono evolvere in sistemi a mesoscala o assumere caratteristiche autorigeneranti, raggiungere la terraferma e causare nubifragi e alluvioni lampo.

 

 

Le caratteristiche principali dei temporali mediterranei autunnali sono la calma atmosferica che sta loro attorno e il fatto di insistere su una medesima zona per diverse ore arrecando forte maltempo. Inoltre, aumentando il moto ondoso, possono creare problemi alla navigazione delle piccole imbarcazioni. Generalmente i temporali marittimi portano forti piogge, ma qualche volta anche grandinate. Ne sanno qualcosa a Napoli, dove nel 2015 cadde una grandinata con chicchi grossi anche oltre i 5 cm di diametro.

 

Negli ultimi vent’anni, anche a causa dei cambiamenti climatici, questi temporali sono stati responsabili di una quota elevata di precipitazione stagionale o annuale. Ad esempio, a Cagliari, nel settembre 2021, una serie di temporali ha fatto cadere oltre 100 mm di pioggia in un solo giorno, che rappresentano circa ¼ della pioggia attesa in un anno sul capoluogo della Sardegna. Eventi simili si sono verificati in altre aree della Sardegna, a Palermo e altre zone della Sicilia, in Calabria, a Napoli e parte della Campania, Roma e parte del Lazio, più a nord fino in Toscana.

 

Anche le alluvioni che colpiscono le aree costiere del Mediterraneo nord-occidentale, come il Sud della Francia, la Liguria, la Corsica e le coste iberiche orientali, sono associate a questi temporali, sebbene siano spesso collegate a perturbazioni più organizzate.

 

Questi temporali possono determinare oltre a nubifragi e grandinate, anche violente raffiche di vento e lo sviluppo di tornado e trombe marine. Grossi danni, a causa del vento, fece un ciclone che investì il nord-ovest della Sardegna nel 2005. Pagano le conseguenze di tali temporali anche altre aree mediterranee, dalle coste del Nord Africa alla Grecia, fino al Mediterraneo orientale nell’autunno inoltrato.

 

 

Quest’anno, il Mar Mediterraneo molto più caldo del normale potrebbe incentivare la formazione di tali temporali, con piogge torrenziali e alluvioni lampo nelle zone esposte. Tali fenomeni meteo non si possono prevedere con molti giorni d’anticipo, di solito sono prevedibili solo poche ore prima.

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