
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente aggiornato il suo elenco di batteri pericolosi, che ora include 15 famiglie di superbug resistenti agli antibiotici. Questi patogeni sono classificati in tre livelli di pericolosità e l’elenco mira a guidare lo sviluppo di trattamenti efficaci per contrastare la resistenza agli antimicrobici. Il virologo Fabrizio Pregliasco, autore del libro ‘I superbatteri. Una minaccia da combattere’, ha sottolineato l’importanza di questa revisione, che riflette le variazioni epidemiologiche e l’evoluzione dinamica dell’antibiotico terapia.
Pregliasco ha evidenziato che la lotta contro i batteri super resistenti richiede un approccio coordinato e responsabile da parte di tutti gli attori coinvolti: istituzioni, allevamenti, aziende farmaceutiche, medici e pazienti. Ognuno deve contribuire, evitando l’uso improprio degli antibiotici e seguendo le prescrizioni mediche con precisione.
Il fenomeno dell’antimicrobico resistenza si verifica quando batteri, virus, funghi e parassiti diventano insensibili ai farmaci, rendendo le infezioni più difficili da trattare e aumentando il rischio di diffusione di malattie gravi e di decessi. Yukiko Nakatani, vicedirettore generale dell’OMS per la resistenza antimicrobica, ha sottolineato l’importanza dell’elenco per orientare gli investimenti nello sviluppo di nuovi antibiotici, in risposta all’intensificarsi della minaccia che mina l’efficacia degli antibiotici esistenti e mette a rischio i progressi della medicina moderna.
Il dottor Jérôme Salomon, anch’egli vicedirettore generale dell’OMS, ha aggiunto che la resistenza antimicrobica compromette la nostra capacità di trattare efficacemente infezioni gravi come la tubercolosi, con conseguenze serie per la salute pubblica e un aumento dei tassi di mortalità.
La lista 2024 ha introdotto alcune novità rispetto al precedente elenco del 2017, con la rimozione di cinque combinazioni patogeno-antibiotico e l’aggiunta di quattro nuove. In particolare, l’inserimento degli Enterobatteri resistenti alle cefalosporine di terza generazione come categoria a sé stante nella priorità critica evidenzia la gravità di questa minaccia, soprattutto nei paesi a basso e medio reddito. Inoltre, il passaggio dell’infezione da Pseudomonas aeruginosa resistente ai carbapenemi da priorità critica a priorità alta riflette le recenti diminuzioni della resistenza a livello globale, ma sottolinea anche l’importanza di continuare gli investimenti in ricerca e sviluppo.
La nuova lista dei super batteri è suddivisa in tre categorie di priorità:
Priorità critica:
- Acinetobacter baumannii, resistente ai carbapenemi;
- Enterobatteri resistenti alle cefalosporine di terza generazione;
- Enterobatteri resistenti ai carbapenemi;
- Mycobacterium tuberculosis, resistente alla rifampicina.
Priorità alta:
- Salmonella Typhi, resistente ai fluorochinoloni;
- Shigella spp., resistente ai fluorochinoloni;
- Enterococcus faecium, resistente alla vancomicina;
- Pseudomonas aeruginosa, resistente ai carbapenemi;
- Salmonella non tifoidea, resistente ai fluorochinoloni;
- Neisseria gonorrhoeae, resistente alle cefalosporine e/o ai fluorochinoloni di terza generazione;
- Staphylococcus aureus, meticillino-resistente.
Priorità media:
- Streptococchi di gruppo A, resistenti ai macrolidi;
- Streptococcus pneumoniae, resistente ai macrolidi;
- Haemophilus influenzae, ampicillina-resistente;
- Streptococchi di gruppo B, resistenti alla penicillina.
Questo aggiornamento rappresenta un passo fondamentale per affrontare una delle sfide sanitarie più gravi del nostro tempo, sottolineando l’urgenza di interventi mirati e di una collaborazione globale per prevenire un’ulteriore diffusione della resistenza agli antibiotici.
