Il ciclo naturale durante il quale le temperature superficiali oceaniche potrebbero lasciare spazio a La Niña e quindi a valori più freddi. In estate “non mancheranno alcune ondate di calore” anche di eccezionale, se non di record come intensità.
L’era di El Niño potrebbe presto finire e ciò potrebbe portare a dei considerevoli cambiamenti climatici nel mondo, ma questo non significa nemmeno sfuggire dai problemi innescati dal riscaldamento globale. Sebbene le proiezioni meteo stagionali siano diventati strumenti scientifici molto attendibili negli ultimi anni, con il riscaldamento globale che avanza inesorabilmente potrebbe essere facile dare una notizia scontata. Non è facile per i modelli meteo stagionali tener conto dell’interazione terraferma oceano, specie nel momento in cui passeremo da un regime teleconettivo di El Niño (fenomeno climatico periodico che provoca un forte riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico Centro-Meridionale e Orientale -America Latina – nei mesi di dicembre e gennaio), che ha caratterizzato il marcato surplus termico da giugno 2023 su gran parte d’Europa ad un inversione di “rotta” con La Niña, prevista proprio nel corso di questa estate.
“El Niño e La Niña sono fasi opposte del ciclo naturale ‘El Niño-Southern Oscillation’ (ENSO), durante il quale le temperature superficiali oceaniche (SST, Sea Surface Temperature) della zona centrale e orientale del Pacifico equatoriale fluttuano tra valori più caldi (El Niño) e valori più freddi (La Niña) rispetto alla media di lungo termine”. “Nonostante questi fenomeni oscillatori che interessano l’Oceano Pacifico centro-meridionale (ENSO) non abbiano causalità dirette con la circolazione atmosferica europea sono pur sempre degli elementi non trascurabili che comunque, nel caso della Niña, avrebbe ricadute marginali se non prima del prossimo inverno. Tuttavia durante gli anni di passaggio in estate da El Nino verso la Nina a livello statitistico il clima è risultato più caldo sul sud Est Europa e Medio Oriente con un alto grado di confidenza”.
L’insieme dei modelli meteo stagionali tracciano quindi delle simulazioni secondo le quali, con una probabilità molto alta (tra il 70% e il 100%), “l’estate 2024 al Sud Italia possa rientrare nel 20% degli anni più caldi registrati in passato. Mentre la probabilità per il resto del nostro Paese rientrerebbe tra il 50 e il 70%. Anche se sono dati da non prendere alla lettera se ne deduce che il multi modello d’insieme mostra un crescendo di caldo, dove, ovviamente non mancheranno alcune ondate di calore”.
El Niño sta per terminare: le conseguenze
Di certo i pescatori peruviani non potevano immaginare che El Niño potesse influenzare il clima di buona parte del pianeta. Questo fenomeno climatici periodico porta con infatti con sé piogge torrenziali, inondazioni, disastri geologici, siccità e ondate di calore, a peggiorare gli eventi meteo estremi figli del cambiamento climatico. Ecco che allora l’annuncio che El Niño sta per terminare non può che essere accolto positivamente. Questo è vero soprattutto in Africa, dove El Niño, mescolandosi con il cambiamento climatico, ha causato terribili inondazioni, raccolti poverissimi e aumenti iperbolici dei prezzi delle materie prime; non a caso pochi giorni fa la La Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe (Sadc) ha lanciato un appello umanitario per raccogliere almeno 5,5 miliardi di dollari, da impiegare per far fronte alle inondazioni e alle siccità degli ultimi mesi. Quindi sì, per l’Africa australe può certamente essere positivo il fatto di passare da El Niño a La Niña. Da noi, nell’emisfero boreale, i benefici di questo passaggio non arriveranno in tempo per mitigare le temperature estive: gli effetti de La Niña, si stima, impatteranno sull’Europa non prima dell’autunno inoltrato.
L’alternarsi più veloce tra El Niño e La Niña
Pur essendo un fenomeno climatico periodico, El Niño non presenta un andamento deterministico prevedibile. Può quindi arrivare prima o dopo, e può essere più o meno forte. Quel che è certo è che, negli ultimi anni, il cambiamento tra le due fasi sta diventando più veloce. E questo è un male, poiché rende ancora più difficile mettere in campo delle strategie di adattamento, sapendo che ogni sforzo in tal senso viene reso ancora più difficoltoso dal cambiamento climatico di origine antropica.
El Niño al termine, capovolgimento meteo con La Niña?
Il fenomeno meteo di El Niño ha avuto un impatto significativo sulle condizioni meteorologiche globali negli ultimi mesi, contribuendo a rendere il 2023 l’anno più caldo mai registrato. Tuttavia, le previsioni indicano una possibile transizione verso una fase di La Niña nei prossimi tre mesi, che potrebbe portare nuovi pattern meteorologici. In questo articolo, analizzeremo le conseguenze di questi fenomeni meteo per l’Italia e per la stagione estiva.
Impatto devastante di El Niño
El Niño si è manifestato con un’intensità particolarmente elevata, tanto da essere definito “super” da numerose organizzazioni meteo. Questo evento, insieme al trend generale del cambiamento climatico, ha contribuito a far salire le temperature globali. Fortunatamente, siamo attualmente in una fase neutrale, con la speranza che le condizioni meteo tornino alla normalità entro giugno 2024, con una probabilità del 79%, secondo le ultime previsioni del Centro di Previsione Climatica della NOAA.
Effetti globali di La Niña
Con l’arrivo di La Niña, ci aspettiamo un’inversione delle condizioni meteo rispetto a El Niño. Le acque fredde del Pacifico influenzeranno il flusso a getto, causando un meteo più secco nel sud degli Stati Uniti, ma più umido e freddo nel Pacifico nord-occidentale e in Canada. Nonostante ci troviamo ancora in una fase di El Niño, gli ultimi anni sono stati caratterizzati da una La Niña insolitamente prolungata, che ha avuto un impatto limitato sull’Italia.
La transizione verso La Niña
La transizione da El Niño a La Niña non è solo una questione di terminologia meteo, ma ha implicazioni concrete sul clima globale. Le variazioni di temperatura e precipitazioni influenzano l’agricoltura, la gestione delle risorse idriche, la salute pubblica e l’economia globale. Gli scienziati e i meteorologi monitorano attentamente questi cambiamenti per fornire previsioni accurate e aiutare le comunità a prepararsi e adattarsi alle nuove condizioni meteo.
Con l’avvento di La Niña, ci si aspetta un’inversione delle condizioni meteo. Le regioni che hanno sofferto di siccità potrebbero ricevere più precipitazioni, mentre quelle che hanno subito inondazioni potrebbero sperimentare un meteo più secco. Queste transizioni possono essere tutt’altro che indolori e possono portare a pericoli concreti, come il rischio di cicloni tropicali in alcune aree e impatti negativi su alcune colture agricole.
In sintesi, i fenomeni meteo di El Niño e La Niña hanno un impatto significativo sulle condizioni meteorologiche globali e locali.

