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16347Nonostante le raccomandazioni di oncologi e⁢ dermatologi sull’importanza di proteggere‌ la pelle dal sole, alcune voci, soprattutto sui social media, sostengono che ​le creme solari possano ostacolare i⁣ benefici del sole e ​persino favorire​ l’insorgenza di tumori. Queste​ affermazioni suggeriscono l’esistenza ​di una lobby dell’industria cosmetica ​che promuove l’uso ⁣di tali prodotti. Tuttavia, è essenziale esaminare le​ evidenze scientifiche⁤ per comprendere la veridicità di tali affermazioni.

 

 

Il sito Dottoremaeveroche.it, gestito dalla ‌FNOMCEO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici), si occupa di sfatare le fake news ‍in ambito medico e ha affrontato anche ⁤il tema⁤ delle creme ‍solari. La loro analisi conferma che,‌ nonostante le preoccupazioni, l’abbronzatura senza protezione è ⁢decisamente rischiosa, e i potenziali effetti negativi ‌delle creme ⁢solari non sono ancora stati confermati scientificamente. Il‍ consenso scientifico​ sostiene‍ fermamente ⁤la necessità di proteggersi dai ‍ raggi ultravioletti.

Esistono due tipi principali di filtri nelle creme solari:⁣ i filtri fisici (o minerali) e i filtri​ chimici. I⁢ filtri fisici, come l’ossido di zinco, creano una barriera fisica che impedisce​ ai raggi UVA⁤ e UVB di penetrare la ⁣pelle, mentre i filtri chimici, come​ l’avobenzone e l’ossibenzone, assorbono i raggi ultravioletti. Recentemente, alcuni studi pubblicati sulla rivista JAMA hanno sollevato preoccupazioni riguardo l’assorbimento sistemico di queste sostanze chimiche, suggerendo la necessità di ulteriori ricerche per confermare ⁣la loro sicurezza, specialmente con ⁤un uso prolungato e quotidiano.

 

 

Negli Stati Uniti si registrano ⁢circa 5 milioni di nuovi​ casi di tumori maligni della pelle ogni anno,⁢ la​ maggior​ parte dei⁢ quali è direttamente collegata ​all’esposizione solare. Di‌ conseguenza, l’uso di creme solari è ⁤fortemente raccomandato ⁢per prevenire queste condizioni, con l’aggiunta di ulteriori precauzioni come l’applicazione ripetuta durante ⁤il giorno e l’uso durante tutto l’anno, non solo in‍ vacanza.

Un altro argomento spesso‌ citato è l’effetto della produzione di⁢ vitamina⁢ D attraverso l’esposizione al sole. Sebbene una certa esposizione sia necessaria per la sintesi di questa vitamina, ‌la ⁤quantità​ di sole richiesta per ottenere benefici è minima e generalmente già soddisfatta dalle attività quotidiane normali. Non ci ​sono prove​ che l’uso ⁣di ⁤creme solari impedisca la produzione di vitamina D a livelli adeguati.

 

 

Per quanto riguarda i bambini, l’American Academy ‍of Pediatrics raccomanda ⁣cautela nell’uso dell’ossibenzone⁢ nei prodotti ⁣solari pediatrici, preferendo i filtri fisici e l’uso di indumenti protettivi. È sconsigliato esporre i bambini al sole diretto fino a ‌sei ⁤mesi di ⁣età; ⁢se‌ necessario, si dovrebbe⁣ applicare la crema solare solo sulle aree⁤ esposte⁤ della pelle.

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