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Le fasi di cambio stagionale inducono molta perplessità anche nei centri di calcolo. L’indagine sull’atmosfera diviene senz’altro più complicata nelle fasi di trapasso tra una stagione e un’altra,  proprio come quella che stiamo vivendo, fase che inizia a segnare il declino dell’estate e il progressivo avvio dell’autunno. Il fronte instabile sub-polare inizia ad essere progressivamente più agguerrito, inizia a scendere di latitudine e a corrodere progressivamente il fronte stabilizzante subtropicale. Quest’ultimo, tuttavia, e sempre più negli ultimi anni per via del riscaldamento globale, si sta mostrando sempre più ostinato, resistente ben oltre il limite temporale classico della stagione estiva, quindi la sua opposizione all’avanzata dei flussi più instabili e umidi atlantici, è senz’altro più strenua.

 

Ne deriva una sostanziale, minore affidabilità delle elaborazioni matematiche, soprattutto nel medio lungo periodo, con prospettive molto variabili tra un’emissione e un’altra. Fino a qualche giorno fa, le elaborazioni iniziavano a mettere nel conto comunque una progressiva incidenza dell’azione instabile oceanica anche verso l’Italia e il Mediterraneo centrale, tuttavia in forma più graduale e anche un po’ più spostata in avanti nel tempo, mediamente l’azione instabile più decisa era data più sul finire della prima decade e verso metà settembre, quantunque fastidi temporaleschi fossero contemplati anche prima.

 

Dagli ultimissimi dati, invece, traspare un sostanziale anticipo dell’azione instabile già abbastanza significativa a partire soprattutto dal 4-5 settembre (al Nord, specie Nordovest, anche prima) e poi in continuazione per diversi giorni a seguire, fino a metà mese. Naturalmente, insieme all’incremento progressivo dell’azione instabile, ci sarebbe anche una graduale diminuzione della temperatura. Un primo calo più apprezzabile potrebbe accadere tra oggi e domani, 3 settembre, a iniziare dal Centro Nord, poi via via anche al Sud e su isole maggiori verso metà settimana.

 

Possibile un nuovo piccolo rialzo generale tra il 4 e 5 e l’8 settembre, ma non particolarmente sostanzioso, per di più in un contesto piuttosto instabile in via generale. Anzi, su alcune aree del Nord e del medio e alto Tirreno, anche perturbato e con criticità, sulla base di quest’ultimo aggiornamento che, sostanzialmente, ridimensionerebbe la porta termico sull’Italia o comunque la limiterebbe molto in termini di durata.

 

Insomma, inizierebbero a esserci i presupposti per un’estate sempre più in via di decadimento, con valori termici certamente più tollerabili, benchè ancora di qualche grado sopra media fino al 9/10  settembre. Nel prosieguo del mese, poi, le temperature si allineerebbero alle medie tipiche del periodo, per di più ancora in contesto di instabilità, con l’estate 2024 che potrebbe vedere una progressiva scomparsa già entro metà del mese prossimo.

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