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Meteo, il ritorno dell’Estate con il caldo folle. AGGIORNAMENTO

Federico De Michelis di Federico De Michelis
18 Set 2024 - 19:35
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, A Scelta della Redazione, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Mettiamo da parte per ora la forte instabilità atmosferica che si è diffusa per effetto della bassa pressione in  sull’Italia, alimentata da aria proveniente dalla Russia e dal Mediterraneo. Di ciò abbiamo parlato abbondantemente.

Tutto questo è la conseguenza del riscaldamento del Mar Mediterraneo eccezionale che abbiamo avuto durante l’estate, derivante da anomalie termiche iniziate nel settore orientale e centrale del Mediterraneo e in parte del Nord Italia già da giugno. A luglio, queste anomalie hanno raggiunto tutto il Mediterraneo, determinando un sensibile aumento della temperatura, che stenta a calare. Con un mare così caldo, possiamo aspettarci una grande quantità di umidità a disposizione.

 

L’afa, che ci ha accompagnato per tutta l’estate, tornerà con l’aumento della temperatura. La percepiremo di nuovo, anche se non ai livelli di giugno, luglio e agosto, che sono stati i mesi clou della stagione estiva. Tuttavia, anche a fine settembre e ottobre, potrebbero esserci giornate particolarmente calde. Ricordiamo che l’estate scorsa si è conclusa con un mese di ottobre straordinariamente estivo, con la prima decade caratterizzata da un’ondata di calore che portò le temperature fino a quasi 35 °C anche nelle regioni settentrionali.

 

Ben prima del previsto potrebbe far caldo

Fino al 2 ottobre 2024, le temperature nei capoluoghi italiani mostrano una forte differenza tra Nord Italia, Centro Italia, Sud Italia e le Isole Maggiori. Nel Sud Italia e nelle Isole, il caldo si fa sentire maggiormente, con picchi elevati, mentre nel Nord Italia le temperature si mantengono più fresche. Le città del Centro Italia presentano un andamento intermedio rispetto alle altre zone geografiche. Qui vedremo i picchi di temperatura massima estrema probabili, ovviamente da confermare.

 

Nel Sud Italia, città come Catania e Foggia registrano le temperature più alte con 35°C, rappresentando uno dei picchi di questo periodo. Anche città come Benevento, Oristano, Palermo, Nuoro, Catanzaro, Cosenza e Sanluri seguono con temperature massime di 33°C. Questo indica che il Sud e le Isole Maggiori sperimentano un caldo piuttosto intenso. Le temperature medie in città come Bari, Matera, Andria, Barletta, Villacidro, Trani, Cagliari e Olbia toccano i 32°C, mantenendosi su livelli elevati ma non estremi come quelle di Catania.

Caserta, Salerno, Avellino, Tortolì, Lanusei, Iglesias, Reggio di Calabria e Taranto vedono massime attorno ai 31°C, un livello di caldo ancora significativo, soprattutto in confronto alle temperature più moderate delle regioni settentrionali.

 

Città come Messina, Roma, Carbonia, Crotone, Siracusa, Agrigento, Caltanissetta, Tempio Pausania, Terni, Vibo Valentia, Napoli, Brindisi, Ragusa, Chieti e Pescara segnano temperature di 30°C, valore che rappresenta un limite tra il caldo intenso e il caldo più gestibile, soprattutto nel contesto di inizio autunno.

 

Scendendo di qualche grado, troviamo Sassari, Trapani, Forlì, Potenza, Ascoli Piceno, Frosinone, Lecce, Teramo, Cesena e Latina con temperature di 29°C, un livello che comincia a riflettere un leggero calo delle temperature rispetto al caldo intenso registrato più a sud.

Proseguendo, città come Macerata, Rimini, Ravenna, Rovigo, Grosseto, Isernia, Pesaro, Ancona e Rieti si attestano intorno ai 28°C, segnalando un progressivo calo delle massime, soprattutto verso il Centro Italia. Questo livello di caldo risulta più temperato rispetto ai picchi registrati nel Sud Italia e nelle Isole.

Nelle città come Enna, Lucca, Fermo, Firenze, Padova, Pisa, Viterbo, Campobasso, Bologna e Livorno, le temperature non superano i 27°C, una condizione meteo più confortevole per il mese di settembre e inizio ottobre, con un clima più adatto alle attività all’aperto.

 

Spostandoci verso il Centro Nord Italia, città come Imperia, Prato, Venezia, Urbino, Ferrara, Mantova, Modena, Verona, L’Aquila, La Spezia, Treviso, Arezzo, Genova, Perugia, Siena, Trieste, Massa e Pistoia vedono massime di 26°C, segnalando una netta differenza rispetto alle temperature registrate al Sud Italia. L’aria si fa decisamente più fresca e autunnale.

Ancora più a nord, le città di Reggio nell’Emilia, Savona, Carrara, Parma e Vicenza vedono temperature di 25°C, un valore che rappresenta il tipico clima di inizio autunno nel Nord Italia. Man mano che ci si sposta verso le Alpi, le temperature continuano a scendere.

Le città di Brescia, Pordenone, Trento, Verbania, Bolzano, Gorizia, Cremona, Torino, Piacenza, Asti e Vercelli registrano massime di 24°C, un valore fresco rispetto al Centro e al Sud Italia, segnalando l’avvicinarsi dell’autunno in queste aree settentrionali.

Le località di Lecco, Milano, Monza, Alessandria, Como, Lodi, Pavia, Udine, Novara e Sondrio vedono temperature ancora più basse con massime di 23°C, evidenziando l’arrivo di condizioni più fresche, soprattutto durante le ore serali.

Infine, le città di Bergamo, Cuneo, Aosta e Varese registrano temperature massime estreme forse di 22°C, mentre Biella e Belluno chiudono la lista con temperature di 21°C, confermando che il Nord Italia si trova già in una fase di transizione verso condizioni più fresche, tipiche del mese di ottobre.

 

La differenza tra il Nord Italia e il Sud Italia è evidente, tipica del periodo, con il Nord che sperimenta già temperature autunnali, mentre il Sud e le Isole sono ancora sotto l’influenza di un caldo persistente. Le previsioni indicano che questa differenza di temperature rimarrà costante almeno fino alla fine di settembre, creando un forte contrasto tra le diverse regioni d’Italia.

 

L’estate sembrerà quindi tornare in ottobre. Si chiama estate tardiva, una condizione che abbiamo imparato a conoscere sempre più negli ultimi anni, complice il riscaldamento globale. Questo fenomeno sta prolungando la stagione estiva in tutto l’emisfero Nord, con una riduzione dell’autunno, mentre l’inverno arriva improvvisamente, talvolta con ondate di freddo a macchia di leopardo anche molto intense. Tuttavia, fino ad ora, queste ondate non hanno interessato l’Italia durante l’inverno pieno.

 

Su questo punto, c’è da riflettere: finora l’Italia è stata risparmiata da ondate di freddo estremo, nonostante il contesto di riscaldamento emisferico durante l’inverno. Non è detto che il prossimo inverno non possa presentare configurazioni atmosferiche simili a quelle che stiamo osservando in questi giorni, con un fortissimo anticiclone che si rinforza dall’Islanda alla Russia artica, passando per la Scandinavia, e che porterà correnti fredde dalla Siberia verso l’Italia. Se ciò dovesse accadere durante l’inverno, avremo gelo potente, con temperature molto sotto la media e nevicate abbondanti dovute alla formazione di bassa pressione causata dall’afflusso di aria fredda instabile nel Mediterraneo. Queste depressioni si formano solitamente sul Mar Tirreno e portano a forti precipitazioni, quelle nevicate eccezionali che spesso ricordiamo come conseguenza di ondate di freddo storiche.

 

Al momento, non è possibile prevedere con certezza cosa accadrà durante la stagione invernale. Tuttavia, è importante osservare cosa sta succedendo in questi giorni, con quell’alta pressione anomala nel nord dell’Europa che, invece di portare freddo, genererà caldo in quelle regioni. Questo avverrà a causa di geopotenziali molto elevati, ovvero pressioni atmosferiche in quota altissime che tendono a comprimere l’aria nei bassi strati. In inverno, invece, la situazione è diversa: si formano alte pressioni molto potenti, soprattutto al suolo, in presenza di freddo intenso.

 

Siamo alla fine dell’estate astronomica e presto inizierà l’autunno. Attorno al nostro settore, tra le Isole Britanniche, la Francia, la Spagna orientale, l’Italia e i Balcani, le temperature sono scese sensibilmente a causa dell’irruzione di aria fredda proveniente dall’Artico che abbiamo avuto alcuni giorni fa. Questo fronte freddo porterà un maltempo piuttosto considerevole, ma colpirà solo alcune regioni. Come detto, le aree più interessate saranno quelle orientali, dove le precipitazioni persistenti potrebbero causare eventi alluvionali.

 

Le basse pressioni sono insidiose anche in inverno, quando possono generare grandissime nevicate, come abbiamo visto nell’Appennino meridionale, dove nevicate eccezionali possono bloccare completamente la circolazione stradale. Quest’anno, il Mar Mediterraneo è ancora molto caldo e eventuali irruzioni di aria fredda potrebbero causare nevicate eccezionali.

 

Abbiamo usato spesso il termine eccezionale perché il clima non è più quello di una volta. Le fluttuazioni climatiche esistono, ma il cambiamento climatico, derivante in gran parte dalle emissioni massicce di CO2, è una realtà innegabile. Negarlo sarebbe da sciocchi.

 

Nell’emisfero meridionale, durante la loro stagione invernale, si sono verificate irruzioni di aria fredda eccezionali, alternate a ondate di calore stratosferiche. Ciò ha portato a record di caldo mai registrati prima e a ondate di freddo straordinarie. All’inizio dell’inverno australe, il mare a sud del Sudamerica, in Patagonia, si è addirittura ghiacciato, un fenomeno che non si verificava da decenni. Questo dimostra che il freddo estremo esiste, nonostante il riscaldamento globale. La scienza lo ha ripetuto molte volte, quindi perché sottovalutarlo?

 

Per concludere, ci aspettiamo un’estate tardiva, seguita da grandi cambiamenti. Non è escluso che possa arrivare presto anche un’ondata di freddo. Infatti, i modelli matematici stagionali di quest’anno sono abbastanza imprevedibili, mostrando scenari che lasciano ipotizzare qualcosa di nuovo. L’inverno 2024-2025 è tutto da scoprire, e non possiamo ancora sapere cosa accadrà. (TEMPOITALIA.IT)

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Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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