
Autunno esuberante, anzi, travolgente in vista. Chi lo avrebbe detto fino a pochi giorni fa che il Mediterraneo centrale sarebbe diventato la culla depressionaria dell’Europa in questo settembre che inizia a mostrarsi davvero d’altri tempi. Il vortice freddo di provenienza nordatlantica che proprio in queste ore sta facendo il suo ingresso sui settori centro settentrionali del nostro bacino, sì isolerà progressivamente tra l’Italia, il Mediterraneo centrale e l’Est Europa aprendo uno squarcio depressionario importante e soprattutto indugiante per molti giorni. Sovente accade che le saccature nord-atlantiche eccessivamente affondanti verso le basse latitudini vadano incontro a resezione, cioè a distacchi di nuclei freddi in esse contenuti, con il cavo principale in riassorbimento verso il flusso portante zonale alle più alte latitudini e, invece, il nucleo resecato, che girovaga alle latitudini più basse, spesso con moto retrogrado rispetto alla circolazione principale.
Proprio questa fattispecie barica andrà realizzandosi nel corso dei prossimi giorni. Dunque, prospettive di instabilità e a tratti anche di probabilità piuttosto protratte, poiché il nucleo instabile resterà intrappolato in un contesto barico mediamente anticiclonico tutto intorno e, quindi, con poca via di fuga. In una prima fase, essenzialmente per il corso del prossimo weekend, esso virerà temporaneamente verso l’Est Europa, ma, a seguire , e quindi già da lunedì 16 e poi per un po’ tutta la prossima settimana o per buona parte di essa, tornerà sui suoi passi, risucchiato da una circolazione orientale lungo il bordo meridionale di un grosso anticiclone nel frattempo in estensione sul Centro Nord Europa.
Si tratterà di una configurazione tipicamente invernale che se capitasse già a fine novembre o, ancor più, in dicembre e gennaio, porterebbe certamente molto freddo e neve sull’Italia. Naturalmente in questa fase di inizio autunno non sono da attendersi sorprese invernali, ma certamente da tardo autunno. Difatti, determinerà molto fermento nella circolazione generale, ricorrente ventilazione e soprattutto diffusa instabilità oltre che, naturalmente, un campo termico decisamente sotto media.
Le correnti portanti prevalenti, associate all’azione instabile, saranno essenzialmente settentrionali o orientali, dunque saranno maggiormente esposte alle piogge, ai rovesci e ai temporali le regioni centro-meridionali in genere, ma soprattutto i versanti adriatici e ionici, colorazione a scala di blu, dal tenue a quello più scuro. Esposte a precipitazioni ricorrenti e sopra media anche le isole maggiori. Gli unici settori meno esposti sarebbero l’alto Tirreno, quindi Liguria e Nordovest Toscana, le aree alpine e pre-alpine in genere, il Centro Nord Veneto e il Friuli Venezia Giulia, qui con minori piogge rispetto alla media, ma ciò non significa che non pioverà.
