
Abbiamo ampiamente annunciato un prosieguo di ottobre all’insegna di una instabilità piuttosto ricorrente per il susseguirsi abbastanza costante di impulsi instabili atlantici. Si è anche rilevato, negli aggiornamenti sul medio lungo periodo che, nonostante fossero da computare fisiologiche fasi di pausa delle precipitazioni tra un fronte instabile e l’altro, cosiddette pause inter-frontali, o tra un’azione depressionaria e una successiva, quindi pause inter-cicloniche, l’andamento a scala generale sull’Italia sarebbe stato, per il prosieguo del mese, all’insegna di una diffusa instabilità un po’ su tutto il territorio. Alla luce di dati via via più affidabili per il corso di questa ultima decade di ottobre, ci sono senz’altro conferme circa il trend appena descritto, ossia insistenza di azioni perturbate, solo con qualche giornata di spacco tra un’azione e l’altra.
Tuttavia, dati un po’ più sensibili ci permettono di iniziare a cogliere anche la differenza di impatto delle perturbazioni, che sono confermate, sui vari comparti italiani. Va tenuto presente, infatti, che le peculiarità tutte italiane, in termini di estensione oblunga del territorio, ma soprattutto in termini di varietà orografica, nonché le peculiarità tutte mediterranee in termini di continua variazione degli assetti barici, la gran parte delle volte, pur in presenza di attacchi perturbati importanti, non permettono una precipitazione uniforme a scala nazionale. Nella sostanza, anche in contesti ampiamente depressionari, ci sono sempre ampie zone territoriali non particolarmente esposte alle correnti importanti e che, quindi, possono ricevere poche precipitazioni o nulla proprio, a fronte, invece, di altre, nemmeno molto lontane, su cui le precipitazioni possono essere abbondanti.
In occasione di un ennesimo peggioramento organizzato, che prenderà il via più o meno dal 24/25 prossimi, quindi da metà settimana e verso l’ultimo weekend di ottobre, torneranno a esserci, per alcune fasi, precipitazioni nuovamente abbondanti, in particolare tra il 26 e il 29 ottobre e ancora una volta sulle aree già pesantemente tartassate dal maltempo, ossia Centro Nord Piemonte, alta Lombardia, Liguria e alta Toscana. Precipitazioni di buona sostanza anche sul resto del Nord, sulle aree tirreniche centro settentrionali, resto di Toscana, Lazio, anche su Est Sardegna e localmente sul Centro Nord Appennino.
Le correnti portanti non sarebbero molto favorevoli, in questo attacco instabile nell’ultima settimana del mese, per il resto d’Italia, ossia per il medio e basso Adriatico e per gran parte del Sud. La circolazione, ancora in prevalenza occidentale, porrebbe sotto vento questi settori, dove certamente arriverebbero nubi diffuse, ma con precipitazioni molto più irregolari, mediamente deboli e spesso anche assenti. Meno esposti di tutti, il Centro Nord della Puglia, il Molise, la Campania orientale e il Centro Nord della Lucania. Questi i settori che, per l’ultima settimana di ottobre, potrebbero vedere scarse precipitazioni. Fino al 28/29 penalizzati anche i rimanenti settori meridionali, tuttavia su questi, specie su Sicilia, sui settori calabresi meridionali e sul Sud della Puglia, negli ultimi 2 giorni potrebbero arrivare piogge più diffuse. Ulteriori dettagli sul tempo per l’ultima settimana di ottobre nei nostri quotidiani aggiornamenti.
