Seguici su Google

Ancora un paradosso meteo potrebbe realizzarsi nel corso dei prossimi giorni. Ci riferiamo, naturalmente, alla possibile, drastica svolta nella circolazione atmosferica sul Mediterraneo centrale, attesa per il corso del fine settimana, ma anche per l’inizio della settimana prossima.

 

Paradosso, perché potrebbero subentrare condizioni atmosferiche decisamente agli antipodi rispetto a quanto accaduto da oltre un mese a questa parte. Ricordiamo, infatti, che, per l’estremo Sud Italia, soprattutto per la Sicilia orientale e per la Calabria centro meridionale, il dato pluviometrico è stato sotto media per tutto il mese di settembre, con percentuali dal 20 al 40% di piogge in meno su questi settori; a questo dato va aggiunto la siccità esasperata sulle stesse aree per la prima decade di ottobre, con l’80% di pioggia in meno. Dunque, siccità, o senz’altro pioggia sotto media, protratta per ben oltre un mese, ma che potrebbe essere compensata solo da qualche giorno di perturbabilità.

 

Continuano conferme, infatti, da parte dei centri di calcolo, circa la possibile attuazione di una configurazione barica particolarmente perturbata proprio per le estreme regioni meridionali. Nella sostanza, in seno ad un cavo depressionario atlantico, dapprima in affondo sull’estremo Ovest del nostro bacino poi, via via, in spostamento verso i settori centrali e con asse piuttosto oblungo, sino a sfondare verso il Mar Libico settentrionale e settore Malta, potrebbe agire una circoscritta, ma profonda depressione che andrebbe a pescare aria molto umida e calda, appunto dal Mar Libico settentrionale, e la orienterebbe verso i settori ionici.

La particolare stazionarietà della figura barrica depressionaria, comporterebbe un maltempo insistente per due/tre giorni su questi settori, con rovesci e temporali spesso forti e continui.

 

Stando ai dati attuali si stimano accumuli finali sui 3-400 mm sul versante ionico calabrese, in particolare sulle aree appenniniche che guardano a Sud delle province di Catanzaro e Reggio Calabria. Possibili accumuli fino a 100/150 mm anche sull’Est della Sicilia, specie sull’area Etnea. Quantitativi che, per questi settori, sarebbero il doppio o anche il triplo degli accumuli medi mensili, riferiti a Ottobre, il tutto in 2/3 giorni. Ecco, dunque, il paradosso: dal niente al troppo!

E, naturalmente, non mancherebbero criticità se si realizzassero la fattispecie barica ipotizzata e i quantitativi di pioggia supposti: il rischio di piena dei fiumi e conseguente loro straripamento sarebbe piuttosto elevato con possibili, locali dissesti. La fase più perturbata per questi settori dovrebbe andare da Sabato 19 e fino a tutto lunedì 21, dunque, mancano ancora 60 ore circa e la configurazione può ancora cambiare in modo tale da poter scemare (e lo si spererebbe) anche l’impatto perturbato. A ora, tuttavia, i dati sono per maltempo anche serio per le aree ioniche, specie calabresi. Ci aggiorniamo quotidianamente.

Seguici su Google