
Anziché chiarezza emergono sempre più incertezze circa l’evoluzione per la prima settimana di novembre. I modelli matematici fino a un paio di giorni fa si sono mostrati piuttosto convinti, sebbene qualche ripensamento, circa una evoluzione impostata su scambi meridiani lungo l’asse centrale europeo e, dunque, con possibile anticiclone di blocco sui settori Ovest del continente e discesa di aria fredda precoce sui settori centro orientali e anche sul Mediterraneo.
Questa configurazione di massima continua a rimanere nelle simulazioni modellistiche, con nuclei freddi comunque in movimento dai settori artici verso quelli Nord orientali e orientali continentali anche medio-bassi.
Tuttavia, ci sono perplessità, come è fisiologico anche che vi siano in una evoluzione oltre le 120 ore, circa l’esatta collocazione dell’asse anticiclonico di blocco: spostamenti di qualche centinaio di km (che a scala euro-atlantica non sono tanti) in riferimento alla collocazione dell’asse, possono comportare significativi cambiamenti circa le conseguenze meteo per i vari comparti continentali.
L’aggiornamento delle ultime ore è tornato a cambiare: l’asse anticiclonico sarebbe più orientale, dunque il nucleo freddo verrebbe spinto verso l’Est Europa e non riuscirebbe a penetrare sul Mediterraneo centrale e sull’Italia.
I primi due giorni di novembre evolverebbero all’insegna ancora di una diffusa stabilità, poi, magari, qualche fastidio crescente in forma circoscritta.
Stando a queste indicazioni ultime, lungo il bordo orientale e meridionale dell’alta pressione, potrebbero, al più, inserirsi deboli o moderate influenze più fredde verso le regioni del Centro Sud, di più su quelle del medio-basso Adriatico e meridionali e magari qui comportare, dal 3/4 novembre e poi per il corso della prima settimana, un aumento di nubi e anche locali precipitazioni, unitamente a un apprezzabile calo termico.
Non sarebbe computato di più, in termini invernali, dagli ultimi dati. Tuttavia, come già abbiamo avuto modo di evidenziare, oltre le 120 ore le simulazioni bariche, da parte dei centri di calcolo, possono mutare e in maniera anche significativa, per cui nulla esclude che nel corso dei prossimi aggiornamenti, possano ritornare, nelle varie proposte evolutive calcolate dai centri di calcolo , configurazioni di stampo più prettamente invernali per l’Italia.
A ora ci sentiamo di evidenziare, in riferimento alla possibile evoluzione del tempo per la fase dopo la festività di Ognissanti e la Commemorazione dei defunti, un andamento termico in calo, quindi con temperature che diverrebbero via via più fredde su buona parte dell’Italia, ma di più sui settori centro-meridionali.
Circa la considerazione che al calo termico possa associarsi una instabilità più significativa o che il calo termico stesso possa essere più drasticamente di tipo invernale, dobbiamo rinviare a successivi aggiornamenti, via via più credibili.
