
Le previsioni meteo per i primi di novembre mantengono un minimo d’incertezza. I modelli matematici recenti indicavano scambi meridiani lungo l’asse centrale dell’Europa e suggerivano un anticiclone di blocco a ovest del continente, con una discesa di aria fredda verso le aree centro-orientali e il Mediterraneo. Questo schema persiste in linea generale, con nuclei freddi in movimento dalle regioni artiche verso le zone nord-orientali e centrali, ma con rotta più ad est rispetto a quanto si prevedeva in precedenza.
Tuttavia, rimangono dubbi sulla posizione esatta dell’asse anticiclonico di blocco. Anche piccoli spostamenti di alcune centinaia di chilometri potrebbero avere effetti rilevanti sulle condizioni meteo dell’Europa. Gli ultimi aggiornamenti suggeriscono che tale asse anticiclonico possa collocarsi leggermente più a est, portando i nuclei freddi verso l’Europa Orientale senza un impatto significativo sul Mediterraneo centrale e sull’Italia.
Flussi d’aria fredda in rotta marginalmente verso l’Italia
Il meteo per i primi giorni di novembre sarà probabilmente caratterizzato da stabilità, seguita da un leggero aumento dell’instabilità atmosferica in modo localizzato. Tra il 3 e il 4 novembre, il Centro-Sud dell’Italia, in particolare lungo la fascia del medio-basso Adriatico, potrebbe risentire marginalmente di flussi d’aria più fredda, che causerebbero un aumento della nuvolosità e possibili precipitazioni locali, con un conseguente abbassamento delle temperature.
Per il momento, non sono previsti sviluppi invernali significativi, anche se, a lungo termine, oltre i 6 giorni, potrebbero intervenire variazioni nelle configurazioni bariche. Non è quindi escluso che le prossime analisi mostrino scenari invernali più marcati per l’Italia.
Dopo le festività di Ognissanti e la Commemorazione dei Defunti, è atteso un calo termico graduale su gran parte dell’Italia, particolarmente accentuato nelle regioni del Centro-Sud e lungo i versanti adriatici specie verso il 6/8 Novembre. Le simulazioni successive daranno indicazioni più precise sulla possibilità che al calo termico si aggiunga una maggiore instabilità o se la fase fredda rimarrà senza fenomeni significativi.
