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Tempo di terminare un peggioramento, un po’ di ore di tregua e il nord Italia verrà colpito da una nuova fase di maltempo che questa volta sembra essere più veloce della precedente.

 

Cosa succederà tra mercoledì 9 e giovedì 10 ottobre?

La prima parte della giornata di mercoledì 9 ottobre saranno ore di tregua per il nord Italia dopo l’intensa fase di maltempo di martedì 8 che ha determinato accumuli pluviometrici molto elevati nelle aree più colpite con mediamente 60/100 mm di pioggia caduti, ma con punte anche di 200/300 mm nelle aree interessate da fenomeni autorigeneranti.

Dal pomeriggio di mercoledì 9 ottobre un nuovo peggioramento interesserà il nord Italia a partire dai settori più occidentali del paese, in particolare in Liguria. In serata in gran parte delle aree del nord Italia, specie settore occidentale, tornerà a piovere.

Giovedì 10 ottobre pioverà durante la mattina fino al primo/metà pomeriggio sui settori occidentali del nord Italia mentre al nord-est le precipitazioni inizieranno in mattinata e proseguiranno anche in serata/notte su venerdì 11 ottobre.

 

Le aree più colpite e la quota neve?

Le aree più colpite da questo nuovo peggioramento del tempo saranno bene o male le medesime interessate da quello di martedì 8 ottobre, ossia fascia prealpina/alpina, pedemontane e alte pianure oltre Liguria e Toscana centro-settentrionale.

La differenza rispetto al precedente passaggio perturbato la troviamo in quella che sarà la quota neve: grazie all’afflusso di aria più fresca con il passaggio frontale, la quota neve tornerà a calare e dai 2800/3000 metri di inizio evento si scenderà ai 2000/2200 metri di fine evento specialmente sulle Alpi centro-orientali.

 

E il resto del paese?

Il resto dell’Italia, salvo qualche rovescio tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo resterà ancora una volta all’asciutto senza registrare precipitazioni con sole e caldo che domineranno la scena. Mentre al nord interverrà un calo termico, all’estremo sud continuerà a fare caldo con punte di 30 gradi in Puglia e valori ancora più elevati sulla Sicilia orientale.

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