
In questa indagine ci riferiamo al medio-lungo periodo, per cui l’affidabilità in termini di tendenza resta piuttosto aleatoria. Tuttavia, dai riscontri sulle simulazioni matematiche per il prosieguo del mese, continuano conferme su conferme in riferimento a una progressiva crisi dell’alta pressione che da giorni, ormai, sta governando in Mediterraneo centrale e anche buona parte dell’Europa.
Un primo, più flebile indebolimento della figura anticiclonica interverrebbe già nel corso di questa settimana, specie nella seconda parte, con progressiva corrosione del bordo orientale e meridionale dell’alta pressione per infiltrazioni di correnti via via più fredde orientali, e avvento di più nubi e di prime e locali piogge.
Dunque, una prima rottura che, però, potrebbe mostrarsi ancora poco determinante in termini di precipitazioni, perlomeno in riferimento alla loro estensione. Le piogge, infatti, potrebbero essere piuttosto circoscritte ai settori insulari e a qualche costa centro meridionale, specie tirrenica e ionica;
scarsi fenomeni sul resto del Centro Sud, magari qualcuno in più, ma sempre debole, in Appennino e sul medio Adriatico. Su qualche area insulare, invece, le piogge potrebbero essere anche abbastanza consistenti, in particolare tra Est e Sud Sicilia e localmente su Est Sardegna.
In prospettiva, però, si profila un progressivo e più incisivo deterioramento della pressione, ad opera di una più sostanziosa spinta da Est da parte di un flusso di aria più fredda continentale.
E’ da un po’ di giorni che i modelli matematici stanno disegnando manovre continentali più fredde verso il Mediterraneo centrale e l’Italia, talora con ridimensionamenti della portata, altre volte con più corposità della stessa.
Dunque, va sottolineato che, nella media delle simulazioni, si fa via via dominante l’opzione più fredda da Est, in particolare verso metà mese e questa tendenza diviene, pertanto, sempre più verosimile.
Un po’ più arduo sarebbe valutare la possibile consistenza degli eventuali impulsi freschi o freddi orientali, in un contesto pregresso di alta pressione via via mobile.
Per di più, se confermata la direzione di provenienza della manovra instabile, gli impulsi potrebbero sfondare più a Nord o più a Sud sul nostro paese, con significative diversità, in termini di conseguenze, per i vari comparti italiani.
Dagli ultimi dati, il flusso fresco/freddo si orienterebbe di più verso le aree centro meridionali italiane e con maggiore probabilità nella fascia temporale che va dal 13-14 novembre, verso il 18 e 20 del mese.
In questa settimana, e in particolare sul Centro Sud Italia, potrebbero progressivamente aversi condizioni di tempo tardo autunnale o anche simil invernale, con temperature in progressivo e più sensibile calo e con nubi e piogge via via più diffuse e anche più estese.
Per lo stesso periodo, piogge via via più significative potrebbero raggiungere anche il Nord Appennino, fino ai rilievi Liguri centro orientali e a quelli Emiliano-Romagnoli centro-meridionali.
Le piogge più abbondanti riguarderebbero i settori tirrenici centro-meridionali, soprattutto costieri, e localmente le coste del medio Tirreno, ma buone precipitazioni riguarderebbero localmente anche le aree interne del Centro Sud e le isole maggiori.
Il Nord potrebbe rimanere più al margine di instabilità, con qualche pioggia sparsa pur presente, ma in forma decisamente più scarsa in via generale, se non qualcuna più consistente sui settori alpini.
Non sarebbe escluso anche la possibilità di prime locali nevicate a quote basse su Alpi, soprattutto centro orientali, a quote medio/basse sul Centro Nord Appennino.
