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Siamo abituati, ormai, da diversi anni a questa parte, almeno da tre-quattro, a inverni piuttosto anomali sul Mediterraneo centrale e sull’Italia, con temperature abbondantemente sopra media e ciò, naturalmente, in linea con l’andamento globale, in virtù dei cambiamenti climatici.

 

Ancora più rispetto al resto del trimestre freddo, il mese di dicembre, il primo meteorologicamente invernale, ha mostrato una sequenza di anomalie positive ​addirittura crescente, da un’anno all’altro, al punto che l’opinione pubblica si è oramai rassegnata a considerare questo mese come dichiaratamente autunnale.

Le prospettive per questo dicembre 2024, però, sembrerebbero un po’ diverse. D’altronde, potrebbe certamente starci che, nonostante lo stravolgimento del clima sia un dato assodato, qualche stagione possa mostrare un andamento più canonico su qualche parte emisferica, semplicemente per un gioco di configurazioni bariche più favorevole in questo senso.

 

Ciò premesso, in questa sede vogliamo evidenziare conferme, in arrivo dai dati long range mensili, circa un possibile mese di dicembre prossimo caratterizzato da condizioni bariche a termiche abbastanza in linea con quelle tipiche del periodo.

Questa tendenza è stata già rilevata in precedenti altre sul lungo periodo e, dunque, la conferma, dagli ultimissimi dati di qualche ora fa, dà maggiore credibilità a questa ipotesi.

 

Ma quale sarebbe la connotazione barica essenziale e prevalente nel mese di dicembre prossimo? Con buona probabilità una figura anticiclonica di blocco e in assetto meridiano collocata mediamente tra Atlantico ed Europa centro-occidentale.

Questa figura stabilizzante, così come vista dai modelli mensili nella sua azione media, potrebbe, per diverse fasi e forse anche prevalenti per il corso del mese, proteggere la nostra penisola dal flusso perturbato atlantico.

 

Dunque, prospettive per precipitazioni verosimilmente inferiori alla media sulla gran parte del territorio e con ampie fasi di stabilità. Tuttavia, una sua maggiore strutturazione sulla parte Ovest europea e non su quella centrale, potrebbe, in diverse occasioni, lasciare spazio a scorribande di flussi freddi o moderatamente freddi settentrionali, probabilmente in prevalenza di matrice sub-popolare marittima, talora anche artica.

Queste e perturbazioni tipicamente invernali, potrebbero agire per lo più sul Nord Europa e poi puntare i settori orientali del continente, ma, in alcune fasi, potrebbero sfondare anche sul Mediterraneo centrale (stante ua struttura anticiclonica più flebile) e apportare brevi azioni instabili di stampo invernale.

 

Sempre in virtù degli assetti barici disegnati dalle simulazioni matematiche nel lungo periodo, a beneficiare, in termini di instabilità, di queste possibili, brevi azioni più fredde, potrebbero essere soprattutto i settori centro-meridionali adriatici e, di più, quelli del basso Tirreno, specie settori costieri, per intenderci Calabria Tirrenica e Nord Sicilia.

Sul resto del territorio, pur essendo computate comunque possibili fasi di instabilità, questa sarebbero più fiacca e anche più circoscritta nel tempo, tant’è che i modelli mensili, sempre stando all’ultimo aggiornamento, prospettano un diffuso deficit di piogge, anche importante al Nordovest e su alto Tirreno, abbastabnza significativo sul medio e alto Tirreno e sul resto del Nord.

 

In compenso, l’aspetto termico sarebbe generalmete in linea con l’andamento canonico per dicembre, anzi, con possibile, diffusa lieve anomalia negativa, ossia con temperature un po’ sotto media su vasta parte del territorio, di più al Nord, specie Nordest e lungo tutto l’Appennino.

Toreremo ad aggiornarci periodicamente sulla possibile tendenza di massima per il mese di dicembre 2024.

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