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Se novembre è iniziato sotto il dominio dell’anticiclone con giornate ben soleggiate e spesso miti, la prosecuzione potrebbe prendere delle vie differenti.

 

Che drastico cambiamento ci aspetta?

Il cambiamento che ci attende nel prossimo periodo sarà significativo: dal dominio assoluto dell’alta pressione che si ipotizzava per un periodo di tempo piuttosto lungo, si è passati a scenari molto più blandi in questo senso. L’alta pressione verrà attaccata su entrambi i lati nel corso della fine della prima decade e sarà costretta a cedere il suo dominio che aveva instaurato.

 

Già dal 7/8 novembre sul lato occidentale dell’alta pressione andrà ad aprirsi una palude barica che avrà il merito di destabilizzare il tempo atmosferico specialmente al Centro-Sud Italia e sulla Sardegna. Le aree che verranno maggiormente interessate in questa prima fase dal maltempo saranno Sicilia e Sardegna oltre al Mar Tirreno. Il grosso delle precipitazioni attese dovrebbe manifestarsi in mare scongiurando un coinvolgimento ampio della terraferma e quindi mitigando eventuali problemi connessi a rischi idrogeologici o idraulici.

 

Nel periodo immediatamente successivo?

Dal 10 novembre, quindi a fine prima decade, andrà in scena il secondo attacco all’alta pressione, questa volta sul suo lato orientale. In particolare, una goccia fredda proveniente da est dovrebbe impattare verso la parte meridionale del nostro paese determinando una fase di maltempo tra Puglia, Abruzzo, Campania, Lazio, Toscana oltre alle isole. In questo scenario, che sembra essere confermato sia dal modello europeo sia da quello americano, si prospetta una fase di maltempo che fungerà da apripista per la successiva.

 

Proprio già dal 11/12 novembre una seconda goccia fredda più a Nord della precedente andrà ad interessare il Centro-Nord Italia con un annesso afflusso di aria fredda che porterebbe le temperature ben al di sotto della media del periodo. Un’irruzione fredda di questo genere determinerebbe anche occasione di registrare precipitazioni da irruzione sul Centro-Nord Italia. Nei prossimi giorni riusciremo a capire l’entità dell’afflusso freddo previsto.

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