Novembre è cominciato sotto il dominio dell’anticiclone con giornate molto miti specialmente in montagna. La prima parte del mese proseguirà su questa stessa linea con una variazione: le anomalie termiche si ritireranno progressivamente verso il nord Italia ove persisteranno fino oltre la fine della prima decade del mese con valori circa 4 gradi sopra la media.
Quando è atteso un cambiamento della circolazione atmosferica?
Un lento cambiamento della circolazione atmosferica andrà piano piano ad imbastirsi verso la fine della prima decade. In questo periodo, una palude barica andrà a instaurarsi e l’alta pressione comincerà a cedere lentamente il suo dominio.
In questa situazione, l’alta pressione sul suo lato orientale comincerà ad indebolirsi e ci saranno i primi afflussi di aria più fredda proveniente dai quadranti orientali verso il 11/12 novembre.
Un rientro di aria fredda riporterà le temperature nella media anche al nord Italia. Tale situazione non dovrebbe generare nessun tipo di precipitazione sui nostri settori.
E in seguito cosa accadrà?
I modelli cominciano a inquadrare un cambiamento della circolazione atmosferica più ampio a partire dal 15/16 novembre quando l’alta pressione dovrebbe ritirarsi verso ovest e nel contempo il flusso fresco orientale dovrebbe mantenere le temperature nella norma. L’alta pressione, spostandosi verso ovest, permetterà un abbassamento del flusso atlantico. Non è ancora chiaro quanto rimarrà “ingombrante” la figura di alta pressione, ma sembra che avrà delle difficoltà a ritirarsi in pieno Oceano Atlantico.
Di conseguenza, le perturbazioni atlantiche faticherebbero ad affondare nel Mediterraneo e a determinare un’ondata di maltempo ben strutturata sul nostro paese. In una situazione di questo genere, se confermata, sarà probabile un maggior coinvolgimento dei settori orientali italiani e del centro-sud Italia. Il nord-ovest potrebbe rimanere più ai margini dei peggioramenti o venire interessato, ma non verso le aree pedemontane, prealpine e alpine come il nord-est. Questo perché con l’alta pressione ingombrante a ovest, gli affondi sul Mediterraneo tendono ad essere più “bassi” e coinvolgere maggiormente le aree più a sud del nostro paese.

