La prima parte di novembre sembra ormai abbia il suo destino segnato, ossia una lunga fase di tempo stabile e soleggiato con temperature ben al di sopra della media senza alcun segnale di autunno, perlomeno da un punto di vista termico.
Le piogge sono risultate fin troppo abbondanti ad ottobre e novembre, da normalità climatica, dovrebbe essere un mese molto piovoso (tra i più piovosi dell’anno), ma sembra che in questa stagione le cose vogliano andare diversamente, specialmente nella prima parte.
Cosa attenderci nella seconda parte del mese?
Nella seconda parte del mese di novembre ci sono diversi scenari ipotizzabili. Se seguiamo quello che dovrebbe essere il normale trascorrere della stagione autunnale, dovrebbe riattivarsi il flusso atlantico e dovrebbero riprendere a transitare perturbazioni atlantiche sul nostro paese.
E’ così probabile questa ipotesi? Al momento la risposta è no. Ciò che “sconvolge” gli addetti ai lavori (previsori meteo), è la forza dell’anticiclone che si instaurerà all’esordio di novembre che verrà bloccato nella sua mobilità da aree di bassa pressione sia a ovest sia a est. Si tratta della configurazione di blocco definibile in gergo omega blocking. In passato, tale configurazione ha portato a una persistenza del bel tempo con clima mite molto a lungo periodo con oltre 30 giorni di stabilità.
E’ proprio questa, ad oggi, una delle ipotesi più accreditate per la seconda parte di novembre: la persistenza dell’alta pressione con tempo stabile, soleggiato e molto mite. Fosse così, si potrebbe arrivare verso la fine di novembre con le Alpi spoglie di neve.
L’ipotesi di una fase di maltempo perde credibilità, come perde credibilità la possibilità di una fase fredda sul finire del mese di novembre.
In natura vige la legge di compensazione. Riportando tale ipotesi nella nostra situazione si può riassumere dicendo che a lunghi periodi di piogge estreme seguono lunghi periodi di secca perché la natura a suo modo prima o poi compensa.

