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Una certa instabilità è stata presente in questi ultimi giorni in forma circoscritta ed essenzialmente sulle Isole maggiori, soprattutto sui rispettivi settori orientali e, di più, sull’Est della Sicilia, in particolare sull’area Etnea, qui con piogge anche di un certo spessore.

 

Sul resto dell’Italia, come da previsioni, le piogge sono state in buona parte assenti o solo occasionalmente presenti in forma debole su qualche area del Nord e appenninica, ciò a causa della persistenza di un regime anticiclonico.

Abbiamo già abbondantemente anticipato, tuttavia, un progressivo cedimento della pressione nel corso della settimana prossima e ci sono conferme in questo senso.

 

Dunque, Novembre, sino a ora con sembianze poco autunnali, assumerà una veste più consona al periodo con l’arrivo di piogge più estese e più diffuse da Nord a Sud.

Il peggioramento progressivo sarà determinato dall’affondo verso l’Europa centro-occidentale di un nucleo di aria più fredda proveniente dal Mare del Nord, il quale riuscirà a rompere il muro anticiclonico corrodendolo lungo il bordo orientale e attivando, nel suo spostamento verso la Spagna, una estesa area depressionaria al suolo in azione sul Mediterraneo Occidentale.

 

Nucleo di aria fredda sì, ma specie in quota e, soprattutto, direzionato a Ovest, quindi con poco impatto termico sul nostro bacino e sull’Italia;

le temperature caleranno di qualche grado, in una prima fase, nella prossima settimana, ma a causa di infiltrazione più fresche da Est, mentre il nucleo freddo principale e più perturbato, devierà l’Italia, passando a Nord delle Alpi.

 

Nella sostanza, per il territorio italiano ci sarà più impatto instabile, ma scarso impatto freddo. Nel corso di Novembre, tuttavia, le simulazioni matematiche propongono altri tentativi, da parte dell’aria fredda sub-polare o anche artica, di raggiungere l’Italia.

La fase più a rischio andrebbe dal 19/20 del mese e per qualche giorno a seguire, ossia nel corso della terza decade, quando un ennesimo orientamento meridiano della figura anticiclonica, incentiverebbe la discesa di altri nuclei moderatamente freddi da Nord verso le medie e basse latitudini europee.

Allo stato attuale dei dati, l’asse perturbato tornerebbe a puntare il Mediterraneo centrale e l’Italia, apportando una ennesima azione diffusamente instabile e, se la traiettoria dell’asse dovesse rimanere quella attualmente ipotizzata, l’ azione instabile potrebbe configurarsi di tipo invernale.

 

Difficile a ora, ipotizzare se questi tentativi da parte di nuclei più freddi potranno andare a segno verso l’obiettivo Mediterraneo centrale, oppure, ancora una volta, verranno deviati altrove, sul continente, da un Anticiclone che appare piuttosto dinamico.

In una indagine sempre molto aleatoria sul lungo periodo, non si può che solo evidenziare la linea di tendenza e, magari, tenerla sotto osservazione con quotidiani aggiornamenti.

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