Seguici su Google

Una svolta più significativa nella circolazione generale a scala euro-mediterranea si compirebbe nel corso della prossima settimana. La stiamo annunciando da giorni e le simulazioni matematiche continuano a confermarla.

 

L’alta pressione, pressoché padrona della scena mediterranea, ma diffusamente anche continentale, per tutta la prima settimana del mese, perderebbe via via consistenza, inizialmente con progressiva, ancora flebile corrosione sul lato orientale da parte di moderate correnti più fresche da Est, poi dal 12/13 del mese, con completa destrutturazione per opera di impulsi più freddi settentrionali decisamente più ostinati.

Dunque, l’anomala stasi autunnale avrebbe i giorni contati, tra l’altro già con disturbi circoscritti in atto da qualche giorno e in proseguimento per il resto della settimana in corso.

 

Fino a domenica 10, infiltrazioni di correnti fresche e umide da Est comporterebbero una intensificazione delle piogge, soprattutto sul medio basso Tirreno in mare e tra le isole maggiori, localmente piogge sparse via via più ricorrenti anche sulle coste tirreniche e, in forma più localizzata, su quelle adriatiche centrali, sulle relative aree appenniniche e in Calabria.

Non si tratterebbe ancora, tuttavia, di un peggioramento significativo, almeno in termini generali, perché buona parte delle precipitazioni più intense cadrebbe in mare aperto, appunto nel medio basso Tirreno, solo una parte di piogge più significative sulla terraferma, tuttavia in forma circoscritta alle due isole maggiori, altrove sulla terraferma piogge più deboli, irregolari e localizzate.

 

La svolta avverrebbe, invece, per il corso della prossima settimana, come già evidenziato da martedì 12, mercoledì 13 e verso il weekend 16/17, ma con possibile prosecuzione anche verso gli inizi della terza decade.

Per quella fase, l’alta pressione assumerebbe un assetto più meridiano, puntando con promontorio verso il Mare del Nord, quindi indebolendosi sul Mediterraneo centrale e incentivando la discesa di correnti più fredde dalla Scandinavia verso l’Europa centrale e verso anche il Mediterraneo nord-occidentale.

 

E’ ancora presto per dare abbastanza credito alla connotazione barica e termica disegnata nelle simulazioni dei modelli matematici, ma c’è una buona probabilità che l’aria in arriva possa avere una apprezzabile componente fredda, tale da dare vita a un’azione depressionaria importante e a precipitazioni anch’esse abbastanza significative per diversi settori italiani.

Stando ai dati attuali, ci sarebbero le condizioni per piogge diffuse in alcune fasi, specie verso metà della prossima settimana, un po’ su tutta l’Italia, verosimilmente più abbondanti sulle regioni tirreniche un po’ tutte, dalla Liguria, Toscana, al Lazio, Campania, fino  al Nordovest della Calabria.

 

Oltre alle piogge, ci sarebbero anche le condizioni per arrivo di nevicate che potrebbero essere anch’esse significative, soprattutto per i settori alpini, dove, tra l’altro, potrebbero cadere fino a quote relativamente basse, anche collinari o comunque fin sotto i 1000 metri.

Da rilevare, rispetto agli aggiornamenti precedenti, un asse perturbato che, stando agli ultimi dati, potrebbe porsi più settentrionale, dunque con coinvolgimento instabile più significativo anche delle regioni del Nord.

 

In virtù di questa nuova connotazione più settentrionale dell’azione instabile, magari potrebbe entrare minore aria fredda verso le regioni del Centro Sud, con quota neve in Appennino più alta, ma il tutto va ancora analizzato meglio alla luce di dati più freschi, perché tanto ancora in termini di configurazione potrebbe cambiare da qui a 4-5 giorni.

Ci aggiorneremo quotidianamente su questa svolta tarda autunnale o anche simil invernale in vista verso metà mese. 

Seguici su Google