
Conferma sempre più consolidate, oramai, circa un prosieguo di novembre all’insegna di un diffuso maltempo, soprattutto dall’inizio della terza decade e poi fin quasi a fine mese.
I modelli matematici continuano a prospettare con una certa insistenza l’azione di una circolazione perturbata di matrice Nordatlantica, che riuscirebbe a instaurarsi dal 18/20 del mese e che proseguirebbe per diversi giorni a seguire.
La tipologia della massa d’aria in arrivo sarebbe di estrazione Sub-Polare Marittima, quindi anche relativamente fredda, soprattutto verso le regioni settentrionali, per qualche fase anche verso quelle centrali, meno fredda al Sud.
Dunque, in un contesto di ricorrente perturbabilità, con probabile treno piuttosto lungo di perturbazioni atlantiche che, dal Regno Unito, Francia, Nord Spagna si indirizzerebbe frequentemente alla volta del Mediterraneo centrale e dell’Italia, si avrebbero diverse opportunità per nevicate su buona parte dei rilievi centrali.
Abbiamo rilevato la possibile tipologia della massa d’aria in arrivo, originariamente dai settori oceanici settentrionali sub-polari e, quindi, piuttosto fredda, seppure magari con freddo via via in stemperamento lungo il tragitto fino al Mediterraneo centrale.
Da computare, pertanto, diffuse nevicate, in diversi casi a quote medio basse. In via generale, convenzionalmente le quote medie vanno dai 1200 ai 1500/1600 metri, le quote medio-alte dai 1700/1800 m e verso i 2000/2500 m, le quote medio basse sotto i 1200 m e fino intorno ai 7/800 m; quote relativamente basse sotto i 7/800 m e in media collina.
Per la fase instabile attesa da fine seconda decade, queste quote ricorrentemente sarebbero interessate da nevicate, in particolare lungo i settori Alpini, ma, in diverse occasioni, anche sul Centro Nord Appennino.
Nella mappa interna, abbiamo evidenziato i rilievi dove i fenomeni nevosi sarebbero più ricorrenti. Sulle aree in celeste, le precipitazioni nevose sarebbero possibili dal 19/20 e nel corso della terza decade, magari per qualche fase non escluso anche fino a quote relativamente basse, tuttavia in forma più debole con accumuli scarsi.
Via via, verso le aree colorate con blu più intenso, gli accumuli nel corso del mese e soprattutto tra il 21 e il 25, sarebbero progressivamente più significativi, accumuli riferibili a una quota media intorno ai 1200/1500 metri, a seconda della latitudine.
Come visibile dalla mappa, sui rilievi centrali appenninici tra Sudest Umbria, Sud Ovest Marche, Est Lazio, Centro Ovest Abruzzo, Nord Molise e anche sul Nord Appennino, essenzialmente rilievi tosco-emiliani, nonché su alcuni tra Sudest Piemonte, aree interne liguri centro-orientali e Pavese meridionale, sarebbero possibili diversi accumuli tra i 5-10 cm, ma anche fino a 15-20 cm.
Medesimi accumuli sui rilievi prealpini in genere mentre, lungo i settori alpini più occidentali e settentrionali, gli accumuli potrebbero variare dai 30-50 cm, fino anche a 80/100 cm entro fine mese.
Gli accumuli più importanti, delimitati dalla colorazione viola/rosa in mappa, sono attesi sui settori alpini occidentali e settentrionali piemontesi, sulla Valle d’Aosta e tra alta Lombardia e Alto Adige. Abbiamo rilevato che le nevicate potrebbero ricorrentemente scendere sotto quelle quote e portarsi anche a quote relativamente basse o collinari, con fase più predisponente in questo senso tra il 21 e il 23/24 del mese.
