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Anticiclone affamato come non mai, proprio come succede ormai regolarmente durante ogni stagione invernale senza grosse differenze. La stagione invernale 2024 – 2025 sembrava essere partita col piede giusto e in maniera molto differente rispetto a quelle del recente passato, ma sembra che almeno parte dell’inverno voglia ricalcare le orme degli ultimi.

 

Cosa accadrà prossimamente?

Superata la fase delle festività natalizie su cui versano ancora enormi dubbi proprio a causa di un’alta pressione estremamente forte e ben piazzata tra Spagna e Francia che impedirà al flusso atlantico di entrare da Ovest determinando un peggioramento significativo ed esteso su tutta Italia, il copione è volto a cambiare.

Al più tardi, dalla giornata di Santo Stefano arriverà ancora una volta lui: l’anticiclone mangia inverno che porterà con sé tanta mitezza specialmente tra Centro-Sud Italia e rilievi di Alpi e Appennini oltre che le fasce pedemontane e nel contempo determinerà condizioni ottimali per la formazione di nebbie al Nord in Pianura Padana, unica zona che potrà avere del “freddo” grazie alle inversioni termiche.

Questa situazione poco consona al vero inverno dell’Italia sembra che possa perdurare almeno fino alla fine dell’anno con giornate miti sui monti e smog oltre che nebbie in pianura.

Si potrebbero raggiungere valori di pressione notevoli in questa fase anticiclonica con valori fino a 1040hPa.

Un anticiclone così possente, come al solito, è difficile da smantellare e smontare a opera di correnti occidentali oppure orientali, quindi risulta complesso anche portare un cambiamento sull’Europa Centro-Meridionale.

 

Quando un cambiamento?

Un cambiamento di questo scenario anti-inverno e più consono alla stagione estiva sembra destinato a cambiare verso l’inizio del nuovo anno. Nel corso dei primi giorni le correnti nord-occidentali potrebbero cominciare a erodere la struttura anticiclonica instaurando nuovamente un tempo simile a quello che si vivrà tra 20 e 25 Dicembre. Le probabilità al momento non sono alte, ma è l’unica strada ipotizzabile per un cambiamento vista una struttura anticiclonica così salda che non sembra conoscere la parola vacanza durante la stagione invernale lasciandole fare il suo corso.

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