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L’inverno prosegue tra alti e bassi, ma fino ad ora è mancato un vero contributo gelido proveniente dall’est Europa, capace di portare la neve fino a bassissima quota, in pianura e lungo le coste di molte nostre regioni. Certo, la neve non è mancata in montagna, sia al Nord che al Centro-Sud, ma a quote più basse i fiocchi bianchi si sono fatti vedere solo in pochissime occasioni, una delle quali a ridosso di Natale. Ma il meteo riserverà sorprese nel prosieguo di gennaio?

 

La neve in pianura o sulle coste rappresenta senza dubbio un disagio per la viabilità, ma per molti, soprattutto i più piccoli, è un vero e proprio sogno, visto che sono ormai passati anni dall’ultima nevicata significativa. Sul Centro-Sud Italia, ad esempio, l’ultima vera nevicata a quote pianeggianti risale a ben sei anni fa. Da allora, gli inverni si sono rivelati molto scialbi e avari di precipitazioni nevose, lasciando un vuoto nel cuore di molti amanti del freddo.

 

Un potente stratwarming in Siberia

Nel prosieguo di gennaio, tuttavia, la situazione potrebbe ribaltarsi improvvisamente. Da alcuni giorni è in atto un potente strat warming in corrispondenza della Siberia, un vero e proprio crack per il proseguimento stagionale. Questo fenomeno, caratterizzato da un riscaldamento stratosferico intenso, potrebbe avere pesanti ripercussioni sull’inverno, condizionandolo fino al termine di febbraio. Lo strat warming potrebbe determinare un scombussolamento del vortice polare troposferico, favorendo la discesa di masse d’aria gelida dalla Siberia verso l’Europa.

 

Contemporaneamente, l’alta pressione delle Azzorre potrebbe tornare a fare la voce grossa sull’Atlantico orientale e sull’Europa nord-occidentale. Questa configurazione potrebbe favorire la discesa di correnti orientali gelide verso l’Europa centrale e il Mediterraneo. Tale scenario barico, se confermato, creerebbe le condizioni ideali per la formazione di ondate di freddo intenso.

 

Prime avvisaglie intorno al 20 gennaio

Le prime avvisaglie di questo stravolgimento nello scacchiere barico europeo potrebbero manifestarsi verso la fine della seconda decade di gennaio, attorno al 20 del mese. Da quel momento, la terza decade di gennaio potrebbe promettere condizioni di spiccata variabilità invernale, con potenziali ondate di freddo intenso o persino di gelo, in grado di portare nevicate fino in pianura e lungo le coste, specialmente sui versanti più esposti, come le regioni adriatiche e il Sud.

 

Insomma, nonostante un inizio inverno piuttosto tranquillo, il mese di gennaio potrebbe riservarci dinamiche invernali molto più accentuate. La neve in pianura e il freddo pungente sembrano tornare a essere possibili protagonisti, regalando finalmente uno scenario meteo degno del vero inverno. Restiamo in attesa dei prossimi aggiornamenti per capire se queste ambizioni gelide diventeranno presto una realtà.

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