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Meteo: tutto sul ciclone del Weekend, l’effetto “STAU” che può causare le ALLUVIONI

L’effetto stau, fenomeno meteo ben noto, può generare piogge torrenziali e dissesti idrogeologici su aree specifiche del Sud Italia e delle Isole Maggiori.

Luca Martini di Luca Martini
17 Gen 2025 - 20:10
in A La notizia del Giorno, A Scelta della Redazione, Meteo News
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Cos’è lo stau e perché genera piogge intense

(TEMPOITALIA.IT) Lo stau è un fenomeno meteorologico che si verifica quando masse d’aria umida, spinte da correnti atmosferiche (in particolare da est-sudest), incontrano ostacoli orografici come montagne o colline. L’aria, costretta a sollevarsi lungo i pendii esposti, si raffredda con l’aumento della quota. Questo processo porta alla condensazione del vapore acqueo e alla formazione di nubi, che rilasciano piogge abbondanti sul versante sopravento.

Sul lato sottovento, al contrario, si manifesta l’effetto opposto, noto come foehn, caratterizzato da aria più secca e temperature relativamente più alte. È proprio l’effetto stau a trasformare normali precipitazioni in veri e propri eventi alluvionali, che possono avere conseguenze drammatiche per i territori colpiti.

 

Regioni italiane particolarmente esposte al rischio stau

Le aree del Sud Italia e delle Isole Maggiori, per la loro complessa conformazione orografica e la vicinanza a bacini marittimi caldi e umidi, sono tra le più vulnerabili ai fenomeni di stau. Quando una bassa pressione si sviluppa sul Mediterraneo, le correnti provenienti da est-sudest, cariche di umidità, incontrano rilievi montuosi che amplificano il rischio di piogge torrenziali.

 

Sardegna orientale

I rilievi del Gennargentu rappresentano un ostacolo naturale per le masse d’aria umida che risalgono dal Tirreno. Questo genera piogge abbondanti e concentrate in poco tempo, creando un rischio significativo di dissesti idrogeologici e allagamenti nelle zone costiere e montane.

 

Sicilia orientale

L’Etna e i Monti Peloritani bloccano le correnti umide provenienti dal Mar Ionio. Questo provoca accumuli pluviometrici straordinari, con eventi di maltempo intenso che possono colpire in particolare il Catanese e il Messinese, spesso accompagnati da fenomeni temporaleschi violenti.

 

Calabria ionica

I rilievi della Sila e dell’Aspromonte sono tra i più esposti al rischio stau. Le correnti cariche di umidità provenienti dallo Ionio scaricano enormi quantità di pioggia sui pendii montuosi, causando frequentemente alluvioni lampo e frane, specialmente nelle aree montuose e pedemontane.

 

Basilicata ionica

Le colline e montagne nella parte sud-orientale della regione, affacciate sul Golfo di Taranto, risentono anch’esse del sollevamento orografico delle correnti umide, con piogge intense che possono portare a allagamenti localizzati.

 

Puglia meridionale

Anche la Puglia, benché caratterizzata da rilievi meno elevati, può essere soggetta all’effetto stau, soprattutto lungo le fasce ioniche e, in misura minore, quelle adriatiche. Le correnti umide in arrivo dal mare generano piogge persistenti, spesso sottovalutate, ma capaci di creare criticità.

 

Record di precipitazioni e impatti devastanti

Le regioni colpite dall’effetto stau hanno registrato alcuni dei picchi di pioggia più alti d’Europa. Ad esempio, la Sardegna orientale e l’Aspromonte hanno visto eventi con accumuli superiori ai 300 mm in poche ore o pochi giorni, causando gravi danni a infrastrutture, abitazioni e coltivazioni.

Un caso emblematico è stato quello della Liguria, che detiene il record europeo di precipitazioni in 24 ore, con 968 mm durante la storica alluvione di Genova del 1970, che provocò ingenti danni e perdite di vite umane.

 

Perché è importante monitorare lo stau

La combinazione di correnti umide, basse pressioni sul Mediterraneo e rilievi montuosi rende alcune zone italiane particolarmente soggette a piogge alluvionali. La conoscenza del fenomeno e una rete di monitoraggio meteo efficace sono fondamentali per ridurre i rischi. Prevedere l’intensità delle precipitazioni e il loro impatto può salvare vite umane e minimizzare i danni economici, soprattutto in aree già vulnerabili. (TEMPOITALIA.IT)

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Luca Martini

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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