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I temporali più forti dell’Estate 2025. Inizia il meteo estremo

Andrea Meloni di Andrea Meloni
19 Ago 2025 - 18:15
in A La notizia del Giorno, A Prima Pagina, Meteo News
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(TEMPOITALIA.IT) Sia in questi giorni, in cui c’è dell’instabilità atmosferica durante una fase di caldo che vede temperature – laddove il cielo è sereno – superiori, anche largamente, ai 30 °C e accompagnate da un’umidità atmosferica piuttosto elevata, si stanno verificando temporali di notevole intensità. Avrete probabilmente visto i violenti nubifragi, gli allagamenti e, forse, anche immagini di grandinate devastanti.

 

Devo essere onesto: le immagini delle grandinate devastanti mi fanno sempre una forte impressione, perché producono danni enormi. Rovinano le colture, la vegetazione, i beni materiali come le auto, i tetti delle case, infrangono i vetri dei parabrezza delle macchine. Insomma, le grandinate violente sono davvero qualcosa che personalmente mi preoccupa parecchio, soprattutto perché la loro espansione geografica – cioè le aree che potenzialmente ne possono essere interessate – è cresciuta rispetto al passato.

 

Sino a qualche anno fa mi sono occupato di report sulla grandine, un servizio destinato ai cosiddetti Levabolli delle auto, ai quali indicavamo le aree colpite dalle grandinate. Era un servizio di alta qualità che ancora oggi viene ricordato tra i professionisti del settore. In oltre vent’anni di ricerche, durante i quali non solo abbiamo studiato le grandinate ma anche osservato come questo fenomeno si sia evoluto nel tempo, ho potuto constatare cambiamenti importanti. Anche se il servizio attualmente non è attivo, mi capita di osservare le aree colpite e noto che le grandinate più severe si spingono oggi anche in zone dove in passato non avvenivano.

 

Questo ha delle cause. La principale è il cambiamento climatico, che influenza in larga misura il processo di trasformazione. L’altra è invece la fluttuazione naturale del clima, che va sempre ricordata, dato che spesso viene dimenticata.

 

I temporali che si stanno verificando attualmente, e soprattutto quelli previsti, presentano caratteristiche molto simili ai violenti fenomeni che si verificano nelle regioni tropicali con temperature elevate. Infatti, vediamo che a seguito dei forti rovesci di pioggia, in località pianeggianti la temperatura difficilmente scende sotto i 20 °C. L’umidità diventa satura, raggiungendo anche il 100%, e quindi si crea un’atmosfera dalla parvenza tropicale.

Inoltre, da parecchio tempo, in molte aree, la temperatura notturna non riesce a scendere sotto la soglia di 20°C.

 

Le notti in cui la temperatura non cala sotto i 20 °C vengono definite notti tropicali, e ormai rappresentano una caratteristica del nostro clima estivo. Non so il perché non si parli abbastanza dei temporali che hanno una sorprendente familiarità con quelli tipici delle zone tropicali: fenomeni generalmente non molto estesi, ma violenti, con scrosci intensissimi di pioggia.

 

In pianura, però, non portano quel grande refrigerio che ci si potrebbe aspettare, perché la temperatura a fine temporale non scende sotto i 20 °C. Questo accade perché ci troviamo in piena ondata di calore, e a tutte le quote atmosferiche i valori sono elevati termici e perché siamo investiti da masse d’aria subtropicali, anzi pienamente tropicali, che provengono dal cuore del deserto del Sahara e trasportano temperature nettamente superiori alla media. (TEMPOITALIA.IT)

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Tags: caldo tropicalenotti tropicalisupercellatemporale tropicale
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Andrea Meloni

Andrea Meloni

Sono il fondatore, editore e responsabile di questo portale, nonché di numerosi altri siti dedicati alla meteorologia. La mia avventura nel mondo digitale è iniziata nel 1995, quando pubblicai i primi articoli meteorologici in lingua italiana sui portali dell’epoca e su siti web amatoriali. Dopo aver sfiorato l’ingresso all’Accademia Aeronautica, ho intrapreso un percorso formativo alternativo che mi ha permesso di costruire una solida competenza in meteorologia. Tale preparazione, avviata con il corso per controllore di volo, si è consolidata attraverso lo studio indipendente di oltre 500 testi specialistici in meteorologia, climatologia e fisica dell’atmosfera. Coltivo inoltre una profonda passione per le lingue straniere — inglese, francese, spagnolo e portoghese — che continuo a studiare con costanza, anche in relazione alle mie attività professionali internazionali. Ho fondato il primo giornale meteorologico online italiano, recensito alla fine degli anni Novanta da La Repubblica e da altre testate nazionali. Nel corso degli anni ho creato società editoriali e imprese specializzate nella fornitura di servizi meteorologici per realtà di rilievo, curando previsioni e analisi per gruppi editoriali e aziende di primo piano come RCS – Corriere della Sera, Libero Quotidiano, ENI Italgas, Siemens e molte altre. Mi sono occupato anche della gestione contrattuale e della realizzazione dei siti web per i clienti, sviluppando — attraverso la mia agenzia web — le sezioni meteo dei principali quotidiani italiani. Tra le prime esperienze innovative figurano la creazione di servizi di informazione meteo via SMS per compagnie come TIM ed Eutelia, e una linea telefonica dedicata alle previsioni con un meteorologo in diretta. Le mie competenze hanno raggiunto una dimensione internazionale, con la fornitura di dati e previsioni a società in Australia, Sud America, Stati Uniti e in diversi Paesi europei. Attualmente gestisco il flusso informativo meteorologico per aziende editoriali e per operatori del settore energetico. Sono stato inoltre il primo al mondo a ideare i “Report Grandine” per l’Italia, l’Europa e il resto del mondo. Negli ultimi anni ho ampliato i miei interessi professionali, dedicandomi anche ai servizi per il turismo, allo sviluppo software e alle strategie avanzate di SEO e SEM per imprese di diversi settori. Parallelamente, ho approfondito e applicato le potenzialità dell’intelligenza artificiale avanzata, campo nel quale opero oggi come consulente e imprenditore. Sono attualmente CEO di diverse aziende, impegnate nell’innovazione digitale e nella diffusione della conoscenza meteorologica su scala globale.

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