
Il promontorio subtropicale che ha dominato il Mediterraneo per settimane sta mostrando prime debolezze: l’aria rovente accumulata nei bassi strati si solleva e innesca la formazione di celle temporalesche pronte a riversare, nei prossimi quindici giorni, forti temporali con nubifragi e grandinate soprattutto su rilievi e aree interne di Nord e Centro-Sud, mentre le coste resteranno perlopiù a secco sotto un caldo umido persistente.
Alta pressione in ritirata e instabilità in crescita
L’enorme campo di alta pressione africana si sta indebolendo perché la massa d’aria molto calda, meno densa, tende a salire; questa ascesa provoca un calo graduale della pressione in quota. Durante la salita, l’aria subisce espansione adiabatica: si raffredda, il vapore condensa e si formano imponenti nubi a sviluppo verticale che generano rovesci violenti.
Dove colpiranno i temporali più forti
La nuova lacuna barica si estende fra Centro-Sud Italia e Basso Mediterraneo. In questo contesto i temporali preferiranno le pendici di Alpi, Prealpi, Appennino centro-meridionale, l’entroterra di Sicilia, Calabria, Campania, Basilicata, Puglia e la parte interna della Sardegna. Nel fine settimana la Val Padana centro-occidentale potrà essere bersaglio di episodi con chicchi di ghiaccio di notevoli dimensioni e colpi di vento.
Accumuli previsti e prospettive
Gli scenari modellistici mostrano picchi superiori a 80 mm sulle zone montuose di Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige e Veneto, con valori simili lungo tratti dell’Appennino. Sui litorali, invece, le precipitazioni resteranno sporadiche, lasciando inalterata l’afa. Sarà necessario attendere la fine di agosto per il possibile arrivo di perturbazioni atlantiche in grado di distribuire pioggia più omogenea.
Credit: l’articolo è stato redatto consultando principalmente le elaborazioni dei modelli meteo GFS e ECMWF.
