L’autunno, quello vero, sembra piombarci addosso ben più di quanto potessimo aspettarci sulla base dei modelli matematici. Aria fredda sta giungendo dalla Russia, dove, peraltro, le temperature sono scese sensibilmente addirittura sotto lo zero nella regione di Mosca. E questo non è affatto normale per questo periodo dell’anno, anche perché siamo appena all’ultimo giorno di settembre.
Ma lì si è formato un anticiclone, quello russo-siberiano, che sarebbe in grado, in pieno inverno, di attivare un’ondata di gelo. Ma siamo a settembre, anzi domani è ottobre, e tutto sommato questo evento passerà, per così dire, come una fase fredda, niente di più. Poi ci sarà un riscaldamento, ovvero un aumento della temperatura, ma ecco che subito potrebbero intervenire delle perturbazioni, o oceaniche o forse legate all’instabilità atmosferica, con vento fresco dal nord-ovest.
Che, malgrado tutto, manterrà comunque le temperature piuttosto autunnali: questo sembrerebbe emergere dai modelli matematici, soprattutto da quelli del Centro Meteo Europeo, che spesso consultiamo. È probabile che, per un periodo di almeno una decina di giorni, l’Italia dovrebbe mantenersi con temperature sotto la media rispetto al periodo di riferimento, che sarebbe 1981-2010.
In merito al periodo di riferimento statistico da cui poi derivano le anomalie, sarebbe utile che tutti i centri meteo si adeguassero a un periodo più recente. Infatti, quello attuale non è aggiornato; pertanto, in teoria, dovremmo avere temperature nella media o quasi, se le confrontassimo con l’ultimo trentennio, che ha visto un riscaldamento generale del clima.
Insomma, in poche parole, l’autunno sembra incombere, e invece tutte le previsioni che davano l’avvento del caldo sembrano fallire. Ma c’è un punto interrogativo.
Infatti, verso la fine del periodo previsionale dei modelli matematici tradizionali, che spingono le previsioni fino a due settimane, si intravede un sensibile incremento della temperatura praticamente su tutta l’Europa e, in particolare, sulla Penisola Iberica, sulla Francia, sull’Europa centrale e sull’Italia settentrionale. A opera di che cosa? Probabilmente di un anticiclone, e questo potrebbe essere di origine africana, anche se per ora non abbiamo grosse informazioni in merito ed è meglio attendere conferme.
Anche perché, quest’anno, è estremamente vivace il flusso delle correnti oceaniche, peraltro frammiste ad aria di origine artica — come dovrebbe essere. Però siamo, per così dire, in una fase precocemente autunnale, un po’ in tutta l’Europa.
Credit: l’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

