
In molti ricorderanno la Depressione Islandese, o semi permanente d’Islanda, capace di inviarci perturbazioni a non finire fin dai primi vagiti stagionali. Ed era ciò che serviva, difatti in quegli anni difficilmente si avevano i problemi di siccità che tutt’ora attanagliano alcune parti d’Italia.
Perché se è vero che alcune regioni – soprattutto al Nord – hanno ricevuto precipitazioni di una certa consistenza – localmente fin troppo forti – è altrettanto vero che altre sono alle prese con una carenza idrica preoccupante. Ed è un problema che negli ultimi anni si sta ripetendo con cadenza pressoché regolare.
Ma al di là di considerazioni evidentemente di natura climatica su larga scala – tutto dipende dalla circolazione atmosferica emisferica – è chiaro che l’Autunno 2025 sta procedendo differentemente da quanto registrato negli ultimi anni. Differentemente sì, ma ciò non significa che possa essere paragonato agli Autunni atlantici.
L’elemento che maggiormente sta condizionando la stagione, almeno finora, è senz’altro il Vortice Polare. Insolitamente debole, lo si è scritto diverse volte, al punto tale da facilitare inusuali scambi meridiani. Quindi proiezioni anticicloniche verso nord, quindi irruzione fredde verso sud.
Un simile contesto barico non è affatto garanzia di precipitazioni, piuttosto è garanzia di pesanti anomalie termiche e pluviometriche. Perché l’asse d’inclinazione del blocco anticiclonico può variare da caso a caso, variazione che chiaramente si ripercuote sulla distribuzione del bel tempo e dei peggioramenti.
Giusto per farvi un esempio: la Penisola Iberica è alle prese, da tempo, con condizioni di stabilità atmosferica persistente. Con caldo anomalo e con cronica carenza di piogge. Se quell’Alta Pressione avesse preferito stazionare più a est, quindi sul Mediterraneo centrale, altro che Ottobrata…
Ma tant’è, è un Autunno anomalo e potrebbe continuare ad esserlo a lungo, forse per gran parte d’Ottobre. Con la speranza che la situazione possa sbloccarsi il più in fretta possibile, così da assicurare ovunque il giusto apporto pluviometrico e le giuste temperature autunnali.
