La pressione torna a muoversi e, quando accade, la meteorologia diventa narrazione di contrasti atmosferici. Nelle prossime ore una perturbazione atlantica raggiungerà l’Italia agganciando il lato più esposto del Tirreno. Arriva con una storia alle spalle: nei giorni scorsi ha investito il Portogallo con piogge intense e temporali frequenti, segnalati dal servizio meteorologico nazionale. Ora la struttura non ha più la stessa energia, ma conserva un discreto potenziale elettrico e una scia d’umidità che, in un contesto di NAO negativa, tende a favorire passaggi perturbati verso l’Europa meridionale.
Prima di entrare nei dettagli, due coordinate utili per orientarsi. La NAO negativa indica un minore gradiente di pressione tra l’Islanda e le Azzorre: in pratica il flusso occidentale rallenta, le onde atmosferiche si amplificano e le saccature riescono a spingersi più facilmente verso le latitudini mediterranee, portando nuvole e rovesci soprattutto a sud, mentre a nord prevalgono fasi più stabili e fredde nei bassi strati. È uno schema tipico che ricorre più volte durante l’autunno e l’inverno europei. Il secondo elemento è la persistenza anticiclonica sul Nord Italia, che trattiene aria fredda nelle valli e in Pianura Padana mediante inversione termica, con notti frizzanti e prime brinate.
Dalla notte su Sardegna sotto i temporali
Tra la tarda serata di giovedì 6 Novembre e la notte, la perturbazione si adagerà sul bacino tirrenico e aggancerà la Sardegna. I modelli evidenziano precipitazioni diffuse sull’isola, con rovesci e temporali più probabili lungo i settori occidentali e meridionali. La struttura frontale convoglierà nubi e piogge anche verso il Piemonte sud occidentale, dove l’aria più fredda intrappolata in quota potrà trasformare la precipitazione in neve sui rilievi più alti, oltre i 1.800 – 2.000 metri, con accumuli modesti ma localmente significativi sui crinali esposti. In Liguria occidentale non è escluso l’arrivo della pioggia nella seconda parte della notte, specie tra il Ponente e l’area di Imperia, dove il richiamo umido meridionale tende a incanalarsi nei bassi strati.
Venerdì 7: focus sulle regioni tirreniche meridionali
Nel corso di venerdì 7 Novembre l’asse della saccatura scivolerà lungo il Tirreno, privilegiando le regioni centro meridionali. Il trasporto di umidità a 850 hPa e la convergenza nei bassi strati lungo le coste favoriranno precipitazioni più organizzate tra Lazio meridionale, Campania, Basilicata tirrenica e Calabria tirrenica. In questo contesto potranno svilupparsi rovesci intensi e locali nubifragi, specie laddove l’orografia costiera e preappenninica forzerà la risalita dell’aria umida. La ventilazione da sud o sud ovest tenderà a rinforzare a tratti sul medio Tirreno, con mare mosso o molto mosso al largo.
Sul versante opposto, l’Adriatico vedrà un peggioramento più tardivo, tra la notte su sabato 8 e la mattinata, per l’approfondimento di un minimo di bassa pressione che aumenterà l’instabilità anche sulle regioni adriatiche centrali. Qui i fenomeni potranno risultare a tratti intensi al passaggio di linee di groppo e temporali in mare in risalita verso costa.
Sabato 8: una nuova depressione dal settore delle Baleari
Dalla tarda mattina di sabato 8 Novembre si profila il secondo atto. Una nuova area di instabilità si svilupperà a ovest delle Baleari, con un minimo barico più strutturato che scorrerà su latitudini meridionali. Questo centro di bassa pressione, più energico del precedente, convoglierà nuovamente nubi e temporali sulla Sardegna, con il rischio di fenomeni forti sulla fascia centro meridionale soprattutto tra pomeriggio e notte. Non si escludono nubifragi localizzati, con accumuli elevati in poche ore nelle aree esposte ai venti meridionali.
Nella parte finale della notte l’instabilità si estenderà verso la Sicilia, in particolare sui settori tirrenici e occidentali, e lungo le coste laziali centro meridionali. Col procedere delle ore, il peggioramento raggiungerà Campania, Basilicata tirrenica e Calabria, con temporali sparsi e rovesci intensi nelle convergenze costiere. Il moto del minimo verso est favorirà il trasferimento dell’instabilità sul medio Adriatico, lasciando dietro di sé aria più fresca e una spiccata variabilità.
Domenica 9: Adriatico e Puglia nel mirino
La giornata di domenica 9 Novembre vedrà la fase più attiva sul lato adriatico. Puglia in particolare, con attenzione al Barese e al Gargano, potrà essere interessata da temporali localmente forti e rovesci a tratti persistenti, complice la canalizzazione dei venti meridionali e l’interazione con le correnti più fresche in quota. Nel frattempo il minimo tenderà a traslare verso est, puntando i Balcani e aprendo, alle sue spalle, una scia di variabilità con schiarite irregolari e residui piovaschi sul basso Tirreno.
Nord sotto alta pressione: inversioni, brinate e aria ferma
Le regioni settentrionali restano ai margini, sotto un campo di alta pressione che non garantisce bel tempo ovunque, ma piuttosto stabilità nei bassi strati. Il risultato è la classica inversione termica: l’aria fredda, più densa, scivola dai rilievi e ristagna in pianure e fondovalle, mentre aria più mite resta in quota. Nelle notti serene la dispersione radiativa accelera il raffreddamento del suolo, con temperature minime in calo e brinate già presenti localmente tra Piemonte, Lombardia e Veneto. In presenza di umidità, si formano nebbie e foschie dense nelle ore più fredde, mentre sui rilievi l’atmosfera può risultare più limpida e relativamente mite. È un quadro coerente con fasi anticicloniche prolungate, in cui la mancanza di rimescolamento limita l’arrivo di nuove precipitazioni sul Nord Italia.
NAO negativa
Nel mosaico sinottico che collega Atlantico e Mediterraneo, la fase NAO negativa aiuta a capire il perché di piogge frequenti a sud e condizioni più asciutte a nord. Con un gradiente di pressione ridotto tra Islanda e Azzorre, la corrente a getto si ondula, le depressioni rallentano e le saccature riescono a penetrare verso il Mediterraneo occidentale. In queste situazioni, Europa meridionale e bacino tirrenico sperimentano più instabilità e precipitazioni, mentre Europa settentrionale e parte dell’Arco alpino tendono a condizioni secche o fredde al suolo. Questo non significa che ogni episodio segua lo stesso copione, ma fornisce una cornice fisica coerente con la sequenza attesa tra 7 e 9 Novembre.
Cosa aspettarsi, in pratica
Tra Sardegna, Lazio, Campania, Basilicata tirrenica, Calabria e Sicilia ci si può attendere fasi di maltempo con temporali e rovesci intensi, localmente a carattere di nubifragio soprattutto tra la notte su sabato 8 e la giornata di domenica 9. Sulle regioni adriatiche il picco instabile arriverà tra la notte su sabato e domenica, con particolare attenzione alla Puglia. Al Nord, salvo episodi marginali sui rilievi occidentali, prevarranno stabilità, inversioni termiche e nebbie in pianura, con temperature notturne in ulteriore calo e prime gelate locali. Nessuna grande nevicata in vista a bassa quota: gli accumuli più probabili restano confinati alle cime più alte del Piemonte sud occidentale nella fase iniziale.
Riassumendo: perturbazione in due atti tra 6 e 9 Novembre, più attiva su Sardegna, Tirreno e Puglia; Nord Italia ancora in ombra pluviometrica per alta pressione e inversioni; scenario coerente con NAO negativa, che sposta l’asse della piovosità verso l’Europa meridionale e mantiene asciutte molte aree padane.
Credit: NOAA Climate Prediction Center, NOAA National Centers for Environmental Information, ECMWF, Met Office, WMO International Cloud Atlas, IPMA Portugal

