(TEMPOITALIA.IT) La prima metà di dicembre continua a essere caratterizzata da un’imponente presenza anticiclonica subtropicale. Dopo il freddo di fine novembre, il Mediterraneo centrale è stato progressivamente inglobato in un campo di alta pressione esteso e persistente, alimentato da aria molto mite in quota. Questa struttura domina anche una larga parte dell’Europa centro-meridionale, con un orientamento tale da deviare le perturbazioni atlantiche verso latitudini più settentrionali. Le condizioni di stabilità risultano quindi ben consolidate e difficili da scalfire nel breve periodo.
Nelle prossime giornate il quadro rimarrà pressoché immobile. Le masse d’aria fredde restano lontane, mentre le temperature si mantengono superiori alla media in collina e in montagna, al punto da mettere in difficoltà la neve accumulata a fine novembre. Si crea così una situazione piuttosto consueta nelle fasi anticicloniche durevoli: un’atmosfera stabile, ma tutt’altro che limpida nei bassi strati.
Nebbie diffuse, nubi basse e peggioramento della qualità dell’aria
Sull’Italia settentrionale, e in modo particolare sulla Val Padana, l’assenza di ventilazione facilita l’accumulo dell’umidità e la formazione di nebbie dense, talvolta persistenti per buona parte della giornata. In molte aree costiere del settore tirrenico si osserva la comparsa di nubi basse, alimentate da deboli infiltrazioni umide nei bassi strati. Questi fenomeni rendono il clima più freddo al livello del suolo rispetto alle quote medio-alte, dove invece il promontorio subtropicale esercita il suo effetto mitigante.
Il quadro è destinato a ripetersi ancora per diversi giorni. L’aria ristagna, la visibilità cala e le concentrazioni di inquinanti tendono ad aumentare progressivamente nelle principali città del Nord. Nel complesso, la prima metà del mese scorre sotto una stabilità quasi totale, con uno scarto termico verticale marcato e condizioni che ricordano altri episodi invernali dominati da lunghi periodi anticiclonici.
Una variazione attesa intorno al 15–16 dicembre
A partire dalla metà del mese, i principali modelli numerici segnalano un primo indebolimento dell’alta pressione sul suo lato occidentale. Il punto di svolta è legato all’approfondimento di un vortice ciclonico tra Spagna e Marocco, destinato a muoversi verso est e a inserirsi nel Mediterraneo centrale. Questo cambiamento non implica un peggioramento intenso, ma rappresenta comunque il ritorno di una certa dinamica atmosferica dopo una lunga fase stagnante.
Le prime aree coinvolte dovrebbero essere le Isole Maggiori e, successivamente, le regioni tirreniche, dove l’arrivo di aria più umida favorirà il ritorno della pioggia. I segnali indicano precipitazioni per lo più deboli o moderate su Sardegna, Sicilia, Liguria, Toscana, Lazio e Campania, con un’attenuazione progressiva della struttura anticiclonica che ha dominato la prima parte del mese.
Il Nord Italia appare più protetto da questo cambiamento. La disposizione delle correnti potrebbe non permettere un coinvolgimento significativo delle regioni settentrionali, che rischiano di proseguire in un periodo asciutto fino al 20 dicembre, con ripercussioni anche sul bilancio idrico stagionale.
Correnti più fredde possibili nella terza decade
L’attenzione si sposta poi verso la terza decade di dicembre, quando l’ondulazione della corrente a getto nord-atlantica potrebbe diventare più marcata. L’ingresso di nuove perturbazioni, più organizzate rispetto a quelle di metà mese, favorirebbe un aumento dell’instabilità soprattutto al Centro-Nord, con piogge più diffuse e neve nuovamente possibile sulle Alpi a quote superiori.
Contestualmente, alcune simulazioni suggeriscono una possibile discesa di correnti da nord, capaci di determinare un raffreddamento più evidente nella parte finale del mese. L’intensità di questo raffreddamento rimane oggetto di valutazione, ma lo scenario di un calo termico moderato o localmente più marcato non può essere escluso. L’assetto del Vortice Polare, seppur ancora compatto, potrebbe consentire episodi freddi più strutturati qualora si verificassero ulteriori ondulazioni del flusso polare verso l’Europa centro-meridionale.
Verso Natale con un’atmosfera più dinamica
Dopo un avvio di mese statico e dominato dall’anticiclone subtropicale, il percorso verso il periodo natalizio appare più variabile. L’Italia potrebbe vivere una fase di maggiore mobilità atmosferica, con il ritorno di piogge anche diffuse, un ritorno delle nevicate in montagna o collina e un possibile ingresso di aria più fredda da nord. Resta da definire l’esatta collocazione delle strutture depressionarie e l’intensità degli afflussi freddi, ma l’evoluzione della terza decade sembra orientarsi verso un quadro più conforme al periodo.
Credit: dati dei modelli a medio termine ECMWF, GFS, ICON, UKMO. (TEMPOITALIA.IT)










