
(TEMPOITALIA.IT) L’idea di vivere un inverno finalmente incisivo accompagna puntualmente l’avvio di Dicembre, ma le condizioni reali stanno raccontando una storia diversa. Le prospettive non mancano, ma restano scenari ipotetici. La variabilità del Vortice Polare, ancora instabile dopo anni di estrema compattezza, alimenta comunque qualche spiraglio di cambiamento.
L’ultima parte di Novembre aveva dato l’impressione di un avvio promettente, con freddo deciso e dinamiche interessanti. Si è trattato però di un episodio veloce, presto sostituito dal ritorno delle correnti oceaniche miti. E per il periodo dell’Immacolata si prepara anche un rinforzo anticiclonico con aria più calda del normale.
Il limite del freddo precoce
Un episodio freddo a fine Novembre non garantisce automaticamente un inverno che prosegue in maniera simile. Lo mostrano numerosi precedenti. Quest’anno il quadro rimane aperto a diverse possibilità, ma servirebbero elementi più solidi per discostarsi dagli ultimi inverni spesso poco incisivi.
La debolezza del Vortice Polare è un fatto rilevante, almeno sulla carta. Un vortice meno compatto favorisce ondulazioni del flusso e quindi la possibilità di irruzioni fredde più organizzate. Per ora, però, questa fragilità non si traduce in un reale coinvolgimento dell’Europa.
Fase di stasi invernale fino al 15-20 dicembre
Le proiezioni disponibili indicano un ulteriore arretramento dell’aria fredda verso latitudini molto settentrionali. Una nuova accelerazione delle correnti zonali accompagnerà questa risalita, lasciando il continente europeo in una situazione di stasi almeno fino al periodo 15-20 Dicembre.
Questa pausa dovrebbe comunque interrompersi entro fine mese, quando la circolazione potrebbe diventare più dinamica.
Le tendenze stagionali guardano a gennaio
Le previsioni stagionali per l’inverno 2025-2026 elaborate da NOAA/NCEP, così come quelle del Centro Meteo Europeo (ECMWF), indicano scenari altalenanti, con alternanza di fasi miti e brevi irruzioni fredde.
Il gelo persistente non sembra essere il protagonista della stagione, mentre si conferma un potenziale aumento delle precipitazioni sull’area mediterranea e sull’Europa meridionale. Questo dettaglio è importante: eventuali incursioni fredde, anche non particolarmente estreme, potrebbero comunque portare nevicate a quote relativamente basse grazie all’interazione con un Mediterraneo più umido della media.
In questo contesto Gennaio appare il mese più favorevole a condizioni realmente invernali. Non si intravedono scenari comparabili alle grandi ondate del 2012 o del 2018, ma alcuni episodi freddi potrebbero risultare incisivi.
Temperature lievemente sopra media, neve abbondante in montagna
Le temperature stagionali dovrebbero mantenersi leggermente superiori alla norma, senza anomalie estreme. Le attuali indicazioni favoriscono nevicate consistenti su Alpi e Appennini, grazie a un probabile surplus di precipitazioni durante l’inverno.
Lo scenario dominante continua a suggerire che un vero cambio di passo non arriverà prima del periodo natalizio, quando eventuali disturbi al Vortice Polare potrebbero iniziare a modificare la circolazione europea.
Credit: elaborazioni e scenari basati su ECMWF Seasonal Forecasts, NOAA/NCEP Climate Prediction Center, Met Office GloSea, JMA Seasonal Outlooks, Copernicus Climate Change Service. (TEMPOITALIA.IT)









