
L’inverno riprende fiato prima del grande freddo
(TEMPOITALIA.IT) La stagione fredda non è affatto entrata in una fase di declino, al contrario, si è semplicemente concessa un momento di pausa, una sorta di riflessione che, osservando le proiezioni dei modelli matematici degli ultimi giorni, può essere definita come estremamente rigenerante. Il transito del promontorio anticiclonico sulle nostre regioni, specialmente al Centro Sud e sulle due Isole Maggiori, ovvero Sardegna e Sicilia, ha avuto una durata paragonabile a un battito di ciglia.
La configurazione barica è già mutata radicalmente, spostando l’ago della bilancia a favore dell’Oceano Atlantico. Il peggioramento, decisamente marcato, che stiamo osservando in queste ore possiede caratteristiche molto simili alle più severe ondate di maltempo tipiche del periodo autunnale. Si tratta di momenti in cui l’energia termica ancora presente nei nostri mari, frutto di stagioni estive sempre più torride, funge da combustibile per assalti ciclonici di forte intensità.
Il ritorno della stagione invernale su scala europea
Al di là delle previsioni per l’immediato futuro, con l’ondata ciclonica che entrerà nel vivo durante le prime fasi della settimana entrante, ciò che balza all’occhio dall’analisi tecnica è una tendenza inequivocabile verso un ritorno in grande stile dell’inverno. Per essere precisi, in molte zone della Europa, il clima rigido non si è mai allontanato del tutto, o comunque la sua assenza è stata limitata a un intervallo temporale trascurabile.
Attualmente, qualora vi fossero ancora incertezze sulla consistenza di una stagione che ha ancora molto da offrire, il quadro meteorologico si appresta a subire una nuova accelerazione. Questa virata potrebbe rivelarsi quella definitiva, al punto che alcuni autorevoli esperti situati nell’altra sponda della America Settentrionale ipotizzano ripercussioni gelide molto pesanti anche per il mese di Febbraio.
Analisi dei pattern climatici e proiezioni future
In realtà, questa era la linea evolutiva che avevamo previsto anche noi, un’ipotesi che già a Dicembre, o addirittura a Novembre, scaturiva dallo studio dei vari pattern climatici e dalle possibili conseguenze delle complesse interazioni atmosferiche sull’andamento stagionale. Dopo i primi assaggi di freddo, ora ci stiamo preparando a vivere gli effetti più consistenti di queste manovre.
È fondamentale rimarcare, ancora una volta, che stiamo discutendo di dinamiche che coinvolgono l’intero emisfero. Si parla di potenziali risvolti invernali che interessano l’intero Continente Europeo, non limitando la prospettiva solo alle nostre singole regioni. L’Italia, come sappiamo bene, costituisce solo una piccola porzione della Europa e, affinché certe configurazioni invernali possano colpirci in modo diretto, è necessario che coinvolgano prima altre aree geografiche.
Gelo siberiano e correnti artiche verso il Mediterraneo
Le simulazioni dei modelli di calcolo sono orientate con precisione verso quella direzione, con una possibile estensione del gelo siberiano verso occidente e la spinta delle correnti atlantiche verso oriente. Si preannuncia un mix esplosivo e complesso da interpretare, anche perché non è affatto svanita la possibilità di un improvviso blocco della circolazione oceanica da parte dell’alta pressione. Tale scenario fermerebbe il flusso zonale, avvantaggiando in modo netto l’avanzata di aria gelida proveniente dalle steppe della Russia.
Queste proiezioni indicano una clamorosa accelerazione della stagione invernale in tempi molto brevi. Tra circa una settimana potrebbe manifestarsi un primo guasto del tempo di matrice artica, che agirebbe come apripista per una seconda ondata di freddo molto più intensa e strutturata. Con molta probabilità, su diverse aree geografiche si raggiungeranno temperature tipiche di una vera e propria ondata di gelo. In quel frangente, saremo arrivati ai giorni della merla, che la tradizione popolare identifica come i più freddi di tutto l’anno.
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