
(TEMPOITALIA.IT) Un vortice ciclonico in rapida evoluzione sta ridisegnando gli equilibri atmosferici sul bacino del Mediterraneo centro-occidentale. Questa area di bassa pressione, che sta prendendo vita tra le Baleari e i mari a ovest della Sardegna, sta già innescando i primi segnali di instabilità su diverse zone della nostra Penisola. Tuttavia, in questa fase iniziale, il maltempo fatica a sfondare decisamente verso est: la “colpa” è di un robusto campo di alta pressione saldo sull’Europa centro-orientale, che agisce come un muro invisibile bloccando la marcia della perturbazione.
Il ciclone sprofonda verso il Nord Africa
Durante la giornata odierna, il ciclone sarà costretto a scivolare verso meridione, andandosi a isolare sull’entroterra del Nord Africa. Ma non è un segnale che diverrà più debole, al contrario, il sistema sfrutterà questa pausa per riorganizzarsi, accumulare energia e preparare un contrattacco molto più insidioso verso l’Italia.
Venti di scirocco e contrasti termici
Mentre il vortice scava la sua sede a sud, si attiva un intenso richiamo di correnti umide meridionali. Lo scirocco sta già iniziando a soffiare sulle regioni di ponente, sulle Isole Maggiori e sui settori che si affacciano sul Mar Ionio. Le piogge attuali sono alimentate da un mix esplosivo: l’aria mite in risalita si scontra con sacche di aria più fredda di origine balcanica, rimaste intrappolate nei bassi strati. L’inizio della settimana vedrà un netto peggioramento. Tra lunedì e martedì, il minimo di bassa pressione risalirà dal continente africano posizionandosi insidiosamente tra il Canale di Sicilia e la Sardegna. Si verrà a creare un dislivello di pressione notevole tra l’anticiclone sui Balcani e la tempesta africana, scatenando venti burrascosi di scirocco e levante.
Preoccupazione per Sicilia, Sardegna e Calabria
La Sicilia, la Sardegna e la Calabria si troveranno sulla traiettoria diretta del maltempo. Sono previste precipitazioni anche a carattere di nubifragio, accompagnate da mareggiate imponenti lungo le coste eposte ai venti orientali. L’enorme quantità di vapore acqueo trasportato dai flussi meridionali e la lentezza con cui si muoverà il ciclone potrebbero scaricare al suolo quantitativi di pioggia eccezionali, aumentando considerevolmente il rischio idrogeologico. Bisogna inoltre aggiungere che il contrasto tra l’aria fredda continentale da est e quella calda e instabile dal Mar Libico potrebbe innescare un rapido approfondimento del ciclone, rendendo i fenomeni meteo ancora più estremi.
Evoluzione meteo fino al 24 gennaio 2026
- Oggi, Domenica 18 gennaio: Il Nord Italia vivrà una giornata grigia, con cieli coperti e piogge che colpiranno soprattutto il Piemonte e l’Emilia-Romagna. La neve cadrà sulle Alpi occidentali, a quote via via più basse verso il termine della giornata. Al Centro, il tempo sarà incerto ma con piovaschi sparsi sulle coste tirreniche, mentre l’instabilità sarà più convinta sulle Isole Maggiori e sulla Calabria ionica.
- Lunedì 19 gennaio: Si entra nel vivo della fase critica. Il maltempo si intensificherà drasticamente su Sicilia e Sardegna, con temporali forti specialmente sui versanti orientali. Un forte peggioramento interesserà anche la Calabria.
- Martedì 20 gennaio: La morsa del ciclone non si allenta. Sicilia, Sardegna e il versante ionico calabrese resteranno sotto scacco del maltempo, con piogge persistenti e fenomeni meteo localmente estremi.
- Mercoledì e giorni successivi: A metà settimana le precipitazioni guadagneranno terreno, estendendosi a gran parte del Sud Italia e risalendo lungo il medio versante dell’Adriatico. Tornerà la neve sull’Appennino, con fiocchi che potranno spingersi fin sotto i 1000 metri di quota.
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