
Maltempo ultimo atto: irruzione di freddo e neve
(TEMPOITALIA.IT) Un movimento atmosferico dinamico e particolarmente vigoroso, pilotato direttamente dal ramo principale del Getto Polare, sta imponendo una trasformazione radicale alla circolazione dell’aria sull’Europa e sul bacino del Mar Mediterraneo centrale, con l’Italia che si trova proprio lungo la rotta delle principali perturbazioni.
Un esteso Corridoio Depressionario si allunga dall’Oceano Atlantico nordorientale fino a raggiungere le acque del Mediterraneo, mentre un solido Anticiclone di blocco rimane posizionato più a occidente, tra la zona subtropicale atlantica e la Penisola Iberica. In questa particolare situazione, il vento d’alta quota si dispone da nord-ovest verso sud-est, subendo un’accelerazione in corrispondenza della catena delle Alpi e facilitando la nascita di ripetute aree di bassa pressione sul Mar Tirreno e su tutto il territorio italiano.
Tale assetto barico sta provocando una fase di maltempo insistente, segnata da ventilazione tempestosa, ampie mareggiate e nevicate che a tratti potranno raggiungere quote piuttosto basse, specialmente lungo i rilievi maggiormente esposti alle correnti cariche di umidità e instabilità.
Il ruolo del getto polare
Il motore principale di questo scenario è il Getto Polare, il quale transita con velocità elevate sopra l’Italia, mettendo il Paese in una posizione di forte divergenza atmosferica. Il contatto tra queste dinamiche e le masse d’aria più fredde che scendono dal nord dell’Oceano Atlantico permette lo sviluppo di Ciclogenesi secondarie nel Mar Mediterraneo, soprattutto nell’area ligure e tirrenica, dove la differenza termica con la superficie marina, ancora relativamente calda, rimane marcata.
Questo processo genera una successione di centri di bassa pressione che si muovono a diverse latitudini, alcuni dei quali colpiscono direttamente il Sud Italia e il Canale di Sicilia, mentre altri agiscono più a settentrione, coinvolgendo il Nord e il Centro. Il forte divario di pressione associato a questi minimi provoca venti di burrasca, con raffiche che in certi casi possono superare la soglia dei 100 chilometri orari, in particolare tra i bacini meridionali, le coste della Calabria, della Sicilia e lungo le creste dell’Appennino. I mari risultano di conseguenza agitati o molto agitati, con il rischio concreto di mareggiate sulle sponde esposte ai venti.
Oggi: fase di transizione e nuovo peggioramento
La giornata odierna di Mercoledì 18 febbraio si presenta come un momento di passaggio all’interno di questo ciclo perturbato, con una parziale tregua del vento e una riduzione momentanea dei fenomeni più intensi. Con il passare delle ore, si noterà tuttavia un incremento della nuvolosità partendo dai settori di nord-ovest, dovuto all’arrivo di una nuova Saccatura Atlantica, le prime piogge inizieranno a bagnare i territori occidentali e le zone montuose, con nevicate sulle Alpi Occidentali e sui confini, dove il limite delle nevicate sarà basso grazie alla presenza di aria fredda in quota.
Sulle regioni del Centro Italia, la giornata porterà un aumento dei nembi a iniziare dal lato tirrenico, le precipitazioni iniziali si vedranno su Toscana, Umbria e nel Lazio settentrionale, risultando perlopiù deboli. L’Appennino vedrà invece fenomeni intermittenti con neve a quote medie. Al Sud, pur restando qualche nota di instabilità sulle aree tirreniche, la tendenza mostrerà una variabilità più asciutta, senza però che si possa parlare di un vero ritorno dell’Alta Pressione.
Giovedì 19: neve a bassa quota e nubifragi
Giovedì 19 febbraio sarà la data di un nuovo e violento peggioramento delle condizioni meteo, causato da una perturbazione molto strutturata che attraverserà il Nord e il Centro Italia. Il Settentrione vedrà piogge estese in pianura e nevicate abbondanti sulle Alpi. L’arrivo di aria più fredda, unito al richiamo di aria umida da sud, favorirà un calo della quota neve, che si porterà fino ai 400–600 metri sui rilievi alpini e prealpini, specialmente durante i rovesci più forti.
Al Centro il tempo diventerà critico, con temporali che potrebbero risultare violenti tra Toscana e Lazio, dove la conformazione del territorio e l’incontro dei flussi umidi intensificheranno i fenomeni. Non si escludono veri e propri nubifragi, con possibili disagi idrogeologici in zone già sature d’acqua. Sull’Appennino Centrale la neve scenderà fino a quote di media collina.
In Sardegna, il vento di maestrale soffierà con forza estrema, rendendo il mare grosso sui settori occidentali. Il Mezzogiorno, inizialmente più protetto, vedrà un peggioramento nella seconda parte della giornata, con temporali in Campania. Dal punto di vista termico, si registrerà un calo al Nord, mentre al Sud la ventilazione meridionale porterà temperature quasi primaverili, con punte di 22–24 gradi Celsius nelle aree più riparate.
Fine settimana del 21-22 febbraio
Le previsioni per il prossimo weekend indicano l’alta probabilità dell’espansione dell’Anticiclone sul Mediterraneo centrale, che porterebbe stabilità e un clima più mite sulla Penisola Italiana. Se questo scenario venisse confermato, le perturbazioni risalirebbero verso l’Europa settentrionale, regalando giornate soleggiate e temperature sopra la media.
Credit e fonti autorevoli: (TEMPOITALIA.IT)
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- ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts): https://www.ecmwf.int
- NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration): https://www.noaa.gov
- DWD (Deutscher Wetterdienst): https://www.dwd.de
- Met Office (UK National Weather Service): https://www.metoffice.gov.uk









