
L’alta pressione mette in pausa l’inverno in Italia
(TEMPOITALIA.IT) Non si registrano cambiamenti sostanziali nei prossimi giorni per quanto riguarda la situazione atmosferica sulla nostra Penisola. Dopo una fase in cui le correnti dell’Oceano Atlantico hanno dettato il ritmo, ora sono le figure di alta pressione a prendere il sopravvento. Esiste dunque un elemento di continuità, ovvero l’assenza di irruzioni di aria fredda significative capaci di raggiungere il Bacino del Mediterraneo.
Al momento, il gelo intenso appare un’ipotesi del tutto esclusa, mentre il discorso si fa leggermente diverso per quanto riguarda le precipitazioni. Sebbene non si attendano piogge abbondanti come quelle registrate all’inizio di febbraio, nelle prossime settimane si prevede un parziale ritorno dei fenomeni. Tuttavia, la neve rimarrà confinata a quote montane elevate, senza riuscire a raggiungere le zone di pianura o le basse altitudini.
Le proiezioni del modello GFS
Il quadro delineato dal Global Forecast System, meglio noto come GFS e gestito dal centro americano NCEI, indica che l’anticiclone cercherà di imporsi su tutto il Mediterraneo per almeno altri 7 giorni. Non si tratterà di una struttura di alta pressione eccezionalmente robusta o insuperabile, ma sarà comunque in grado di deviare le traiettorie principali delle perturbazioni.
Potrebbero verificarsi dei cedimenti temporanei o piccoli disturbi locali, che interesseranno probabilmente il Nord Italia e le regioni tirreniche all’inizio della prossima settimana, ma nel complesso i sistemi nuvolosi più organizzati rimarranno distanti dall’Italia. Se da una parte la tregua dalle piogge eccessive può essere considerata positiva, data la saturazione dei terreni in alcune zone, dall’altra è fondamentale che il ciclo delle precipitazioni riprenda il suo corso naturale per garantire le riserve idriche necessarie nei prossimi mesi.
Possibile svolta meteo dal 10 marzo
Secondo le analisi a lungo termine fornite dai centri di calcolo, lo scenario potrebbe subire una trasformazione più marcata intorno al 10 marzo. Sebbene si tratti di proiezioni da valutare con estrema cautela, sembra che le perturbazioni provenienti dall’Oceano Atlantico possano ritrovare vigore e spingersi con maggiore decisione verso l’Europa Meridionale.
Non è ancora del tutto chiaro se questi fronti oceanici avranno la forza necessaria per scacciare definitivamente la cupola di stabilità, oppure se arriveranno sulle nostre regioni in forma attenuata. L’aspetto rilevante è la presenza di segnali che indicano un potenziale cambiamento del pattern barico intorno al 5 marzo e al 6 marzo.
L’influenza del Vortice Polare
Per rintracciare condizioni meteorologiche propriamente invernali, sarà necessario volgere lo sguardo verso il Regno Unito, la Scandinavia, le Isole Britanniche e le aree più orientali del Continente. Tuttavia, le mappe ipotizzate per l’11 marzo mostrano la possibile formazione di una ciclogenesi fredda proprio a nord-ovest del nostro Paese. Tale dinamica, legata a un possibile indebolimento del Vortice Polare, potrebbe innescare una fase più cruda, ma resta un’evoluzione che necessita di ulteriori conferme. La prima decade di marzo non dovrebbe dunque presentare spunti freddi o particolarmente piovosi, lasciando spazio a scenari più interessanti solo verso la metà del mese.
Credit:
ECMWF, NCEI NOAA, Météo-France, Deutscher Wetterdienst (TEMPOITALIA.IT)









