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Pioggia, pioggia e ancora pioggia, o neve per chi vive in montagna. La domanda che molti si pongono riguarda la durata di questa fase di maltempo. L’alta pressione rappresenta ormai un ricordo sbiadito, fatta eccezione per qualche rarissimo momento di tregua, del tutto naturale nel passaggio tra un sistema perturbato e quello successivo. Nelle ultime settimane le precipitazioni sono state abbondanti, interessando specialmente, il Settentrione, le regioni tirreniche e il Sud Italia, dove finalmente il livello dei bacini idrici ha iniziato a mostrare segni di ripresa, anche se il percorso per uscire dalla crisi resta ancora lungo.

 

Un inverno molto piovoso ma non freddo

In questo scenario l’inverno sembra voler fare il proprio dovere, ma solo a metà. Le piogge stanno bagnando l’Italia da nord a sud, eppure la neve risulta la grande assente della stagione alle quote pianeggianti. Sebbene si sia verificato qualche episodio nevoso fino a quote basse, specialmente nel Nord-Ovest, ma anche al Nord-Est, per il resto la “dama bianca” rimane confinata a quote di bassa montagna sulle Alpi e di media o alta montagna dall’Appennino alla Sicilia.

Ciò che manca davvero è il contributo del freddo di origine artica, l’unico elemento capace di abbassare in modo drastico la quota delle nevicate. In un contesto dominato quasi esclusivamente dalle perturbazioni atlantiche e dai frequenti venti di scirocco che hanno interessato il Sud e il versante adriatico, appare molto improbabile assistere all’arrivo della neve nel cuore delle città.

 

Assetto atmosferico dai tratti autunnali, ma più freddo

Più che di inverno vero e proprio, si può parlare di un contesto tardo,autunnale, caratterizzato da elementi precisi:

  • Numerose perturbazioni atlantiche in transito sul Mediterraneo.
  • Precipitazioni abbondanti nelle zone di pianura.
  • Nevicate copiose limitate esclusivamente ai rilievi montuosi, salvo eccezioni.

Il gelo di matrice artica e quello continentale sono presenti sul Continente, ma al momento non trovano la strada per raggiungere il bacino del Mediterraneo a causa della specifica configurazione dei centri di pressione tra l’Oceano Atlantico e l’Europa.

Eppure, nonostante questo quadro, Gennaio 2026 è risultato il più freddo dal 2022, e all’incirca nella media dell’ultimo decennio, grazie soprattutto alla prima decade in cui è giunta l’unica irruzione artica del mese. Le temperature hanno poi subito un deciso rialzo verso la fine di Gennaio soprattuto al Sud e lungo il versante orientale. Ma dai prossimi giorni, il clima più mite raggiungerà anche il Nord Italia e il freddo verrà davvero relegato solo alla montagna.

 

Perché il gelo resta lontano dall’italia

Le correnti gelide polari si scontrano con una vera barriera atmosferica, costituita da un treno incessante di sistemi nuvolosi che dalla Groenlandia si dirigono verso l’Europa centrale e la nostra Penisola. Questo flusso costante impedisce qualunque affondo deciso di aria gelida proveniente da settentrione o da oriente. Per tale motivo si verificano le seguenti condizioni:

  • Il grande gelo rimane bloccato tra la Scandinavia, l’Ucraina, la Russia, la Polonia e i Paesi Baltici.
  • Le correnti occidentali continuano a essere le assolute protagoniste della scena meteo.
  • Le temperature si mantengono spesso al di sopra delle medie stagionali in molte zone.

 

Cosa aspettarsi per la seconda metà di febbraio

Nonostante la situazione attuale, qualche sussulto di freddo potrebbe manifestarsi nella seconda parte del mese. Si va infatti verso un progressivo e ulteriore indebolimento del vortice polare, un processo naturale che spesso accompagna la fase finale dell’inverno meteorologico.

Già in questo momento la struttura polare non sembra godere di ottima salute e, con il trascorrere dei giorni, potrebbe rilasciare impulsi gelidi verso le medie latitudini. Una parte di questa massa d’aria fredda potrebbe finalmente raggiungere l’Italia, mescolandosi con le perturbazioni atlantiche che continueranno a transitare senza sosta. Tuttavia, non sembra esserci spazio per il ritorno dell’alta pressione. Anche se non mancheranno giornate più soleggiate, soprattutto al Meridione, si tratterà di brevi parentesi in un contesto estremamente dinamico. Da qui alla fine di febbraio l’Italia resterà spesso esposta al maltempo, con piogge frequenti in pianura e mari agitati lungo le coste.

 

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