Tra circa tre mesi inizieremo a osservare con attenzione il debutto della stagione calda dal punto di vista meteorologico, ma il cammino per arrivarci è ancora lungo e intriso d’ostacoli, ed è fondamentale permettere alla Primavera di fare il suo naturale corso. Prima di proiettarci verso scenari tipicamente estivi, dovremmo auspicare che le condizioni atmosferiche ci restituiscano ciò che è stato sottratto durante l’Inverno, non tanto sotto il profilo delle piogge, che in questa fase non sono affatto mancate, quanto piuttosto per ciò che concerne le temperature. La carenza di freddo su gran parte delle nostre regioni, con l’esclusione parziale del Nord Italia, ha assunto tratti quasi grotteschi, motivo per cui la speranza risiede in un prossimo trimestre capace di riportare valori termici più consoni ai vari periodi dell’anno.
La necessità di una stagione intermedia equilibrata
In realtà, questo processo di riequilibrio sta già muovendo i primi passi, dato che le ultime incursioni di stampo invernale non sono affatto escluse. Nel corso della prossima settimana ne sono previste due a stretto giro di posta, confermando che la Primavera che ci attende sarà senz’altro ricca di spunti interessanti. Resta complicato decifrare il desiderio di chi vorrebbe saltare direttamente ai mesi di Giugno o Luglio, dimenticando forse quanto sia vitale e pressante il concetto di regolarità stagionale per l’ecosistema dell’Europa e del Bacino del Mediterraneo. Anche se per i sostenitori del sole perenne e del calore estremo questo aspetto può apparire secondario, la verità è che la tutela della naturalezza climatica dovrebbe stare a cuore a chiunque, indipendentemente dalle preferenze personali, perché le anomalie meteorologiche prolungate si finiscono spesso per pagare a un prezzo molto salato.
Gli ultimi colpi di coda invernali
Prima di fantasticare su spiagge e solleone, sarebbe opportuno riflettere su come le variabili atmosferiche giochino un ruolo primario nella nostra quotidianità e nell’equilibrio ambientale della Penisola. Bisogna lasciare che la stagione intermedia porti quella normalità climatica che negli ultimi anni si è vista raramente tra le Alpi e le Isole Maggiori. L’Inverno è ormai giunto alla sua destinazione naturale, portando con sé tutti i suoi annessi e connessi, anche se gli ultimi peggioramenti possono essere considerati invernali solo fino a un certo punto. Probabilmente le dinamiche che si manifesteranno da qui alla fine di Febbraio avranno connotati più veritieri, ma non sarà certamente una modesta intrusione di aria polare marittima a stravolgere i bilanci definitivi di una stagione che è decollata solo a tratti e in alcune regioni. Davanti a noi si estende ora tutto il periodo primaverile, che non deve necessariamente essere gelido, ma ha il compito imprescindibile di restituirci una stabilità termica e pluviometrica senza compromessi.
Credit e fonti autorevoli:
- WMO – World Meteorological Organization
- ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
- Copernicus Climate Change Service