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Da diverse settimane l’Italia è ostaggio di condizioni meteorologiche che vedono un incessante passaggio di fronti perturbati, un evento davvero eccezionale per la fase conclusiva della stagione fredda. Analizziamo insieme quando si manifesterà un cambiamento concreto nel panorama atmosferico.

 

Peturbazioni una dopo l’altra

Ormai numerose perturbazioni hanno attraversato il nostro Paese in successione, senza alcuna soluzione di continuità, dopo aver colpito diverse aree dell’Europa occidentale, dove in più occasioni si sono verificate gravi alluvioni, come il disastro avvenuto in Spagna. La ripetitività di questi passaggi, unita alla scarsità di intervalli realmente asciutti tra un sistema e l’altro, ha stancato gran parte della popolazione. È quindi del tutto comprensibile che molti si domandino quando si potrà finalmente assistere a una pausa più duratura dalle precipitazioni. Ci attende un’ennesima fase meteorologica particolarmente perturbata, foriera di giornate ricche di pioggia, almeno fino a domenica 15 febbraio.

 

Novità nel quadro atmosferico europeo

Vogliamo chiarire subito un concetto fondamentale, non si tratterà di una fase di stabilità assoluta e duratura, quanto piuttosto di una graduale trasformazione nel pattern dell’Europa. Questo cambiamento non sarà immediato. La configurazione che finora ha favorito precipitazioni diffuse, insistenti e talvolta prolungate, sta progressivamente perdendo la sua intensità originaria. Cominciano a emergere alcuni dettagli interessanti riguardo all’arrivo di masse d’aria di stampo subtropicale, anche se mancano ancora segnali forti che indichino una persistenza notevole.

 

La timida rimonta dell’alta pressione azzorriana

Osservando le mappe relative alla giornata di martedì 17 febbraio, si nota una debole e timida rimonta dell’alta pressione di matrice azzorriana. Sebbene non sembri un fenomeno destinato a durare a lungo, potrebbe comunque garantire qualche giorno più stabile per buona parte dell’Italia fino al 20 febbraio.

Cosa comporta questo cambio di rotta

Le piogge non spariranno del tutto dal nostro territorio, ma tenderanno a presentarsi in modo meno continuo e con una durata inferiore rispetto a quanto visto finora. Gli episodi perturbati saranno più distanziati tra loro e distribuiti in maniera più irregolare, segnando una sorta di passaggio di consegne verso condizioni meteorologiche più dinamiche, caratterizzate da brevi rimonte anticicloniche e da veloci incursioni di di aria più fredda, capace di determinare un calo delle temperature anche al di sotto delle medie stagionali. Tuttavia, si tratterebbe di episodi circoscritti, in modo simile a quanto sta per accadere nella giornata di San Valentino.

 

Tendenza per fine febbraio

Non esiste una data ufficiale per la fine definitiva delle piogge, ma le condizioni atmosferiche saranno sempre più orientate verso un’attenuazione del dominio atlantico. Le precipitazioni passeranno dall’essere diffuse a diventare locali e di breve durata. Le proiezioni per l’ultima settimana di febbraio non sono ancora stabili, mostrando sia la possibile risalita di flussi più caldi provenienti dal Sahara, che colpirebbero però solo marginalmente l’Italia , sia la potenziale discesa di saccature artiche, che anch’esse potrebbero solo sfiorate la penisola. Naturalmente, trattandosi di tendenze a lungo termine, non possono essere considerate previsioni puntuali, ma indicano una chiara direzione verso la fine della monotonia piovosa.

 

Credit:

NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration

ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts

DWD – Deutscher Wetterdienst

Météo-France

 

 

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