(TEMPOITALIA.IT) A molti lettori il calore piace, e non possiamo certo dare loro torto, dato che i gusti personali sono indiscutibili, ma in questo articolo cerchiamo di capire perché registrare già 30 °C nel mese di marzo sarebbe una pessima notizia, soprattutto dal punto di vista dell’equilibrio meteorologico e climatico.
L’anticipo delle ondate di calore
Se un tempo i primi valori oltre i trenta gradi erano una prerogativa esclusiva del mese di giugno, negli ultimi anni si è osservato un costante anticipo delle fiammate di caldo intenso, sempre più spesso, infatti, temperature comprese tra 30 °C e 32 °C fanno la loro comparsa già nel corso di maggio, e in alcune annate particolarmente precoci non sono mancati episodi isolati persino ad aprile, l’incredibile ondata calda dell’aprile 2011 ha sbaragliato ogni record precedente, rappresentando un fenomeno estremo che ha segnato la storia climatica recente della nostra penisola e dell’intera Europa.
Le probabilità reali per il mese in arrivo
Cerchiamo di fare chiarezza senza inutili allarmismi, chi teme un’escalation anticipata verso condizioni quasi estive nei prossimi periodi può mantenere una certa tranquillità, anche con un riscaldamento globale così forte, è estremamente improbabile che marzo 2026 possa far registrare picchi termici di tale portata in Italia, il mese che si aprirà tra due settimane, pur potendo offrire parentesi miti anche marcate, resta inserito in un contesto primaverile ancora dinamico e soggetto a repentini cambiamenti, in fondo il vortice polare è piuttosto debole ed è altamente possibile che il periodo risulti movimentato e ricco di precipitazioni.
30 gradi a Marzo: è mai successo in passato?
La risposta è positiva. Durante l’ondata di caldo del mese di marzo 2001 diverse località italiane della Sicilia e del Sud hanno superato i 30 gradi. All’aeroporto di Palermo Punta Raisi si registrarono 34,7°C, ai due aeroporti di Catania, quello civile di Fontanarossa e quello militare di Sigonella 34,4°C. La temperatura superò i 30 gradi anche in Puglia, dove Amendola, nei pressi di Foggia, raggiunse 32°C, mentre in Calabria, Lamezia Terme toccò 30,5°C e in Abruzzo, Pescara raggiunse il fantasmagorico valore di 33°C e Termoli, in Molise, 31,8°C! Un’altra forte ondata di caldo si verificò nel marzo del 1952, quando Bari raggiunse 31,6°C.
Tendenze e possibili scenari futuri
Tuttavia, nelle prossime quattro settimane non ci dovrebbero essere picchi così estremi, ci aspettiamo infatti l’alternanza tipica della primavera, ovvero periodi soleggiati e miti che potranno essere interrotti da fasi più fresche e instabili, magari con la quota neve capace di spingersi fin nel fondovalle sulle Alpi, il primo vero caldo significativo, quello in grado di far percepire un assaggio d’estate, potrebbe dunque manifestarsi solo a partire da maggio, ciò non toglie che, in particolarissime condizioni locali, magari soggette al vento di favonio nelle valli del nord, sia possibile sfiorare i trenta gradi già nella prima parte della stagione, ma restano fortunatamente eventi molto rari per il territorio italiano.
Credit e fonti autorevoli: (TEMPOITALIA.IT)
- Copernicus Climate Change Service (C3S): Global climate monitoring
- ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts): Seasonal forecast models
- NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration): Climate Prediction Center
- World Meteorological Organization (WMO): Global Temperature Records










