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Non si tratterà di una semplice apparizione fugace, ma di un vero e proprio ritorno del gelo che colpirà duramente l’Italia. Siamo di fronte a una poderosa saccatura destinata a condizionare lo scenario meteorologico per diversi giorni, portando con sé un’anomalia termica marcata. Proprio mentre ci avviciniamo ad aprile, dovremo fare i conti con temperature che solitamente appartengono all’inizio di febbraio. Analizziamo nel dettaglio cosa accadrà nel nostro Paese.

 

L’evoluzione della dinamica atmosferica

Durante la prossima settimana assisteremo all’ingresso repentino di una circolazione depressionaria di origine polare, che si posizionerà stabilmente nel bacino del Mediterraneo Centrale. Questo vortice ciclonico, previsto in transito sulla nostra Penisola tra mercoledì 25 e giovedì 26, tenderà a muoversi con estrema rapidità verso le regioni del Centro e del Sud.

Di conseguenza, il Settentrione rimarrà parzialmente ai margini delle precipitazioni più violente, pur risultando l’area geografica dove il freddo si farà sentire con maggiore intensità. In quota, infatti, si potrebbero registrare per alcune ore valori termici tipici del mese di gennaio, rendendo l’atmosfera decisamente cruda.

 

Allerta per le forti correnti di aria fredda

Uno degli elementi più rilevanti di questa imminente fase sarà la ventilazione. L’arrivo di questo sistema depressionario così profondo attiverà infatti fortissime correnti di maestrale, che soffieranno con particolare violenza soprattutto sui settori occidentali, in Sardegna e in Sicilia.

Nelle Isole Maggiori si attendono raffiche molto sostenute, che in alcuni frangenti supereranno i 90-110 km/h, con un conseguente aumento del moto ondoso, mari che risulteranno agitati o in burrasca. Nonostante non sia paragonabile alla potenza del ciclone Harry vissuto a gennaio, si tratterà comunque dell’ennesima fase caratterizzata da un clima rigido e tempo da lupi.

 

Un clima che ricorda il pieno inverno

A differenza delle comuni perturbazioni primaverili, spesso accompagnate da correnti di scirocco più miti, questa configurazione vedrà il predominio di masse d’aria artica. Ciò comporterà un crollo verticale delle temperature, riportando l’Italia in un clima tipico di febbraio.

Le nevicate non interesseranno solo l’Arco Alpino, dove i fenomeni risulteranno abbondanti lungo i confini e fin nei fondovalle, ma si estenderanno anche alla catena dell’Appennino. Qui la neve potrà raggiungere quote insolitamente basse per il periodo, localmente anche sotto i 700-1000 metri. Si preannuncia quindi un ulteriore episodio dal sapore puramente invernale, mettendo da parte ogni illusione di primavera anticipata. Tra il 27 e il 29 marzo, le condizioni meteorologiche resteranno estremamente perturbate e gelide su tutto il territorio nazionale.

Il rischio di fenomeni temporaleschi e grandinate

Come accade frequentemente durante questi scambi meridiani, bisognerà prestare attenzione ai contrasti termici. L’interazione tra l’aria polare in arrivo e quella preesistente genererà una marcata instabilità atmosferica, favorendo lo sviluppo di fenomeni convettivi intensi. Sono previsti rovesci temporaleschi rapidi ma molto violenti, caratterizzati da frequenti scariche elettriche.

In diverse zone si teme anche la possibilità delle prime grandinate stagionali, con chicchi di dimensioni significative. Le aree maggiormente esposte a questi rischi saranno il versante adriatico e le zone interne del Mezzogiorno. Guardando ai prossimi dieci giorni, il maltempo sarà protagonista assoluto, con il Nord-Est e le regioni della fascia tirrenica che vedranno i maggiori accumuli di pioggia.

 

Crediti

 

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