Seguici su Google

Il dominio dell’alta pressione sta avvolgendo l’intera Italia, eppure il quadro meteorologico non si presenta uniforme o propriamente solare ovunque. Numerose zone sono attualmente immerse in una fitta coltre di nubi basse, un fenomeno che interessa specialmente le aree del settentrione e i versanti bagnati dal Mar Tirreno, dinamica del resto prevedibile dato che il calendario segnala ancora la stagione invernale. È un fatto risaputo che la stabilità atmosferica, nei mesi freddi, si traduca spesso in cieli plumbei per determinati centri urbani e in un sole splendente per altri, una dicotomia che l’arrivo dell’anticiclone africano tende ad esasperare sensibilmente.

 

L’insidia della nebbia e delle nubi

La conformazione territoriale e la collocazione geografica della nostra penisola non semplificano affatto la situazione, le condizioni atmosferiche mutano drasticamente non soltanto spostandosi tra una regione e l’altra, ma persino tra comuni limitrofi. Tale variabilità dipende strettamente dai venti, dalle temperature, dalla vicinanza al mare o dalla protezione offerta dalle montagne. In sostanza, il panorama meteorologico dello Stivale brilla per la sua incredibile varietà.

Nel corso del weekend, si sono osservate estese foschi e coperture nuvolose lungo tutta la Val Padana, in Liguria, lungo il litorale triestino e nelle zone del medio e alto Tirreno, con sconfinamenti nebbiosi che hanno toccato anche le pianure di Marche, Abruzzo, Molise e Puglia. Il sole appare dunque come un ospite raro, confinato a pochi settori privilegiati. In un contesto simile, l’espressione bel tempo potrebbe apparire fuori luogo, tuttavia la presenza della struttura anticiclonica garantisce l’assenza di precipitazioni, mantenendo le perturbazioni a debita distanza dai confini italiani.

 

Tra il 3 e il 5 marzo si accende il tepore primaverile

Nelle giornate comprese tra il 3 e il 5 marzo, questa figura barica di matrice sub-tropicale guadagnerà ulteriore terreno, concentrando la sua forza soprattutto sul meridione e sulla Sicilia. Le conseguenze saranno evidenti, la volta celeste diverrà più limpida e le colonnine di mercurio saliranno con estrema facilità, superando localmente la soglia dei 20°C o 21°C.

Le regioni della Sicilia, della Calabria, della Basilicata e della Puglia si configureranno come le aree più miti, dove sarà possibile respirare un’aria tipica della primavera avanzata, specialmente sotto l’azione diretta del sole. Risulta fondamentale considerare la sensazione di calore legata alla radiazione solare, che in questo periodo dell’anno diventa quotidianamente più intensa. Questo elemento gioca un ruolo cruciale nella percezione del corpo umano, portandoci ad avvertire una mitezza superiore rispetto al dato reale dell’aria, se un termometro indica 17°C, l’esposizione diretta ai raggi solari può regalarci una sensazione di benessere paragonabile a oltre 25°C.

I principali risvolti legati all’ingombrante presenza della bolla calda saranno un incremento termico significativo nelle aree del Sud Italia e una percezione di calore decisamente più marcata rispetto ai valori misurati.

 

Peggioramento per il Nord Italia

Tuttavia, la stabilità non sarà un destino comune a tutto il paese e le differenze termiche saranno notevoli. Al Settentrione, infatti, si preannuncia una fase di maltempo. Nello specifico, tra il 5 e il 7 marzo, è previsto il passaggio di un sistema perturbato capace di portare nubi compatte e piogge, con il rischio concreto di assistere a qualche fenomeno temporalesco di forte intensità.

Questa nuova incursione di origine atlantica spingerà probabilmente dei veli nuvolosi anche verso il Sud nel medesimo arco temporale, senza però intaccare il profilo termico, che resterà su livelli piuttosto elevati. La possibilità di assistere a delle piogge nel meridione si sposta invece verso il fine settimana, tra il 7 e l’8 marzo, ma si tratta di un’evoluzione che andrà analizzata con maggiore precisione nei prossimi aggiornamenti editoriali.

 

Credit e fonti autorevoli

Seguici su Google