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La Primavera anticipata ha i giorni contati

Occorrerà armarsi di una certa pazienza, poiché questa parentesi di primavera troppo precoce non sembra intenzionata a svanire in un istante. Nonostante qualche disturbo stia già interessando l’Italia, l’Anticiclone non demorde affatto e le condizioni meteorologiche della prossima settimana non mostreranno ancora scossoni eclatanti. La svolta atmosferica avverrà per gradi, senza colpi di scena fulminei, ma quando arriverà si farà sentire con decisione. Sembrava quasi che il traguardo fosse stato raggiunto, quel tepore anomalo, generato da un Anticiclone ostinato che abbraccia mezza Europa fino alle lontane latitudini degli Stati Baltici, tende a illudere facilmente i nostri sensi e a farci dimenticare il calendario.

 

Segnali di stanchezza dello scudo anticiclonico

Un primo vortice ciclonico posizionato sul Mediterraneo Occidentale si sta organizzando con estrema cura, inviando i suoi avamposti carichi di umidità verso levante. Una nuvolosità irregolare unita a qualche rovescio sulle Isole Maggiori, ma probabilmente anche sulle aree tirreniche dell’Italia centrale e meridionale, inizieranno a farsi notare a brevissimo termine. In effetti, questa dinamica si concretizzerà proprio durante il fine settimana del 7 e 8 Marzo, che si preannuncia caratterizzato da un’alternanza tra luci e ombre. L’alta pressione inizierà ad assottigliarsi a vista d’occhio, logorata dai colpi continui delle correnti avverse. Marzo cambierà letteralmente volto, ma prima di allora, ci toccherà sopportare un ultimo ed effimero colpo di coda del bel tempo. Dopo un parziale cedimento iniziale, il promontorio stabilizzante riorganizzerà le proprie forze nel corso della settimana ventura, opponendosi alle incursioni perturbate e alle discese di aria fredda provenienti da est.

 

La possibile svolta di metà mese

Negli scorsi mesi sono sfumate occasioni d’oro per vivere una stagione rigida, qualcosa di profondamente diverso dalle solite annate contraddistinte da un desolante piattume climatico a cui ci stiamo purtroppo abituando. Il freddo intenso ha stretto in una morsa spietata molte nazioni del continente, raggiungendo picchi notevoli, ma è rimasto ostinatamente confinato nei settori settentrionali ed orientali, troppo distante dalla Penisola. L’Italia ha giocato a nascondino con il gelo durante tutto l’anno, ma l’orizzonte adesso racconta tutta un’altra storia, fatta di ribaltoni inattesi che potrebbero prendere piede nella seconda parte del mese. Il responsabile teorico di questo potenziale caos meteorologico si chiama Stratwarming, ovvero un riscaldamento improvviso e violento della stratosfera ad altissima quota. Se i suoi effetti dovessero propagarsi con efficacia fino ai bassi strati dell’atmosfera, le conseguenze sul nostro microclima sarebbero dirompenti e potrebbero condizionare a lungo l’andamento della stagione primaverile.

 

Il ritorno della pioggia

Il muro protettivo dell’alta pressione crollerà prima o poi, aprendo un corridoio d’accesso da ovest, magari passando per la vicina Francia. La svolta vera e propria, quella capace di azzerare le fioriture anticipate, è attesa indicativamente attorno al 16 o 18 Marzo. In quella precisa finestra temporale, la pressione cederà definitivamente il passo alle perturbazioni organizzate. Tornerà la provvidenziale Pioggia, elemento essenziale per le nostre terre assetate, e la Neve imbiancherà di nuovo le montagne, restituendo un aspetto dignitoso ai crinali di Alpi e Appennino che hanno sofferto per il caldo precoce delle ultime settimane. Il maltempo potrebbe risultare molto incisivo, con piogge abbondanti e temporali di forte intensità. Gli sbalzi termici sono d’altronde tipici della Primavera e del mese di Marzo, che potrebbe risultare persino estremo, poiché i tempi per un ritorno del freddo ci sono ancora tutti. Il passaggio dai primi tepori al maltempo, fino a brevi periodi dal sapore invernale, rappresenta la normale conseguenza degli scambi meridiani che caratterizzano il meteo all’esordio della stagione.

 

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