
Il gelo potrebbe tornare a farsi sentire proprio all’inizio della prima decade di marzo, secondo quanto emerge dalle ultime analisi. Nel corso delle recenti ore, diverse elaborazioni del modello meteorologico europeo ECMWF hanno iniziato a ipotizzare la concreta possibilità di una colata fredda che potrebbe investire gran parte dell’Europa. In alcuni aggiornamenti specifici, si notano chiaramente correnti gelide pronte a muoversi dall’Europa Orientale.
Possibili scenari verso il freddo
Seguendo un particolare schema dell’atmosfera, queste masse d’aria potrebbero scivolare verso il bacino del Mar Mediterraneo, provocando una diminuzione sensibile delle temperature. Si tratta ovviamente di un’evoluzione che necessita di uno studio accurato, poiché la distanza temporale suggerisce cautela. Esiste la probabilità di un freddo più deciso attorno al periodo compreso tra il 10 e il 12 marzo, ma le reali ripercussioni sulla Penisola italiana restano ancora tutte da definire. Al momento, l’ipotesi più accreditata riguarda una fase solo leggermente più rigida rispetto alle medie stagionali per l’Italia, dato che il nucleo più gelido sembrerebbe destinato a rimanere confinato molto più a oriente.
Come funziona un modello matematico
Per comprendere meglio la situazione, è fondamentale chiarire come lavorano i super calcolatori. Le mappe che vengono analizzate rappresentano spesso una media di numerose simulazioni diverse. Il sistema di calcolo è infatti composto da 50 scenari differenti, e soltanto in una decina di queste uscite modellistiche si intravede una vera e propria ondata di gelo sull’Europa. Al contrario, la metà delle proiezioni ipotizza soltanto un moderato calo termico sui Balcani, con qualche infiltrazione di aria orientale sull’Italia e pochi altri effetti di rilievo. Esaminando i dati globali, una buona parte delle simulazioni non contempla affatto un ritorno dell’inverno in grande stile, rendendo l’opzione del freddo da est una possibilità presente, ma comunque minoritaria nel ventaglio delle probabilità.
Le probabilità del freddo a metà marzo
Secondo le proiezioni fornite dal modello ECMWF, a partire dal 9 o 10 marzo, con un possibile picco nella giornata dell’11 marzo, si potrebbe assistere a una fase climatica più fredda della norma. Viene naturale chiedersi per quale motivo si presti attenzione a un’ipotesi che non appare ancora certa. La risposta risiede nel fatto che la probabilità esiste e si attesta intorno al 30%, una percentuale tutt’altro che trascurabile. Un’analisi approfondita dell’insieme delle simulazioni evidenzia che, nonostante i casi più estremi rimangano isolati, l’eventualità di un raffreddamento moderato del Continente è un’opzione concreta sul tavolo dei meteorologi.
Ritorno dell’inverno o normale variabilità stagionale
Basandosi sulle informazioni attualmente disponibili, lo scenario più plausibile per l’Italia verso la conclusione della prima decade di marzo sembra orientato verso un passaggio repentino da un clima mite a un improvviso abbassamento delle temperature. Sebbene si possa parlare di un temporaneo ritorno dell’inverno, si tratterebbe semplicemente di condizioni meteo un po’ più rigide rispetto a quelle che stiamo vivendo in questi giorni. Non sarebbe nulla di eccessivamente anomalo, poiché nel mese di marzo i veloci rigurgiti invernali sono da considerarsi una caratteristica tipica della stagione primaverile che avanza tra mille contrasti.
Credit
European Centre for Medium-Range Weather Forecasts – ECMWF
National Oceanic and Atmospheric Administration – NOAA
