
Le minacce meteo della Primavera
(TEMPOITALIA.IT) I mesi di Aprile e Maggio rappresentano da sempre l’essenza stessa della variabilità, essendo senza ombra di dubbio uno dei periodi più dinamici di tutto l’anno. Non ci si deve affatto meravigliare se a una giornata caratterizzata da un sole che scotta, tale da permettere di esporsi ai raggi solari, ne segua immediatamente un’altra dove si verifica una irruzione di Aria Fredda, in grado di far sprofondare l’intera Italia in un contesto quasi invernale. Questa è la Primavera, in fin dei conti.
La vera insidia dei fenomeni intensi
In questi frangenti, il pericolo maggiore risiede proprio nella forza dei fenomeni atmosferici. Le correnti provenienti dall’Oceano Atlantico, che non sono propriamente gelide ma risultano comunque più fresche rispetto all’aria preesistente, riescono spesso a visitare le nostre latitudini. Quando giungono, trovano ad accoglierle masse d’aria decisamente più calde, spesso situate bene al di sopra dei 20°C, talvolta anche piuttosto umide. Lo scontro che ne deriva può essere piuttosto violento, tutto si innesca con una potenza superiore quando l’aria davvero fredda in quota, dopo aver aggirato o superato la barriera delle Alpi, si tuffa sulla Pianura Padana. È proprio in queste circostanze che si sviluppano i moti convettivi e di conseguenza i temporali.
Come nascono i temporali e la grandine
Questi fenomeni si originano da nubi imponenti, ma portano con sé diverse problematiche. Dietro la loro natura spettacolare si nascondono infatti raffiche di vento discendenti improvvise, piogge torrenziali in grado di scatenare veri e propri nubifragi in una manciata di minuti e, purtroppo, la grandine. Negli ultimi anni abbiamo assistito a numerose occasioni di questo tipo, tuttavia bisogna fare attenzione perché non tutte le grandinate sono identiche. Quelle più distruttive, che occupano le cronache per i danni immensi, capaci di annientare i raccolti o devastare decine di automobili, nascono quasi sempre all’interno di strutture temporalesche complesse e organizzate, note come Supercelle.
Le supercelle e i chicchi giganti di grandine
Si tratta di temporali estremamente potenti, definiti da una netta organizzazione e, soprattutto, dalla rotazione della corrente ascensionale. Esse sono in grado di produrre chicchi di dimensioni enormi, perfino superiori a quelle delle arance. Le condizioni che scatenano tali eventi meteo estremi sono ricorrenti, il contrasto netto tra il calore al suolo e il freddo in quota, unitamente a un’atmosfera instabile che spinge l’aria umida a salire rapidamente verso l’alto. A questo si aggiunge il Wind Shear, ovvero la variazione di intensità e direzione del vento con l’aumentare della quota, quando questo indice diventa molto elevato, i rischi crescono drasticamente.
Il processo di formazione e accrescimento della grandine segue uno schema preciso, all’inizio si formano piccoli nuclei di ghiaccio trasportati verso l’alto dalle correnti del temporale. Durante la risalita, questi attraversano zone sature di acqua sopraffusa, ovvero acqua liquida a temperature inferiori allo zero, queste goccioline congelano istantaneamente appena entrano in contatto con il nucleo ghiacciato, aggiungendo uno strato dopo l’altro, in modo simile a una cipolla. Tale meccanismo può rivelarsi molto duraturo, durante la discesa, il chicco può essere nuovamente catturato da un’altra potente corrente ascensionale e riportato in alta quota, accumulando ulteriore ghiaccio. Si tratta di un ciclo continuo che può protrarsi per diversi minuti, più lungo è il tragitto all’interno della nube, più grande e distruttiva diventerà la grandine, per questo motivo è fondamentale prestare attenzione quando si verificano temporali di questa natura.
Quando bisogna iniziare a preoccuparsi
Nel mese di Aprile tendenzialmente non c’è da temere eccessivamente, poiché si tratta di fenomeni piuttosto rari. Le condizioni favorevoli a queste grandinate devastanti iniziano a manifestarsi con una certa frequenza a partire dal mese di Maggio. Con il progressivo rialzo delle temperature e, di conseguenza, dell’energia potenziale disponibile nell’atmosfera, tali fenomeni meteo tendono a diventare sia più dannosi che più frequenti. È proprio in questo periodo che dovremo prestare attenzione, specialmente durante la fine della stagione primaverile e per gran parte dell’estate.
Credits:
World Meteorological Organization (WMO)
European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)









