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Ore 8:00, ad est di Genova una cella temporalesca è già attiva e produce anche 150 fulmini al minuto. In alcune località sono caduti ben oltre 100 mm di pioggia. In nottata nelle Alpi della Lombardia varie celle temporalesche hanno illuminato il cielo a giorno.

Ieri, Mercoledì 19 agosto si è chiuso con cielo lattiginoso in Pianura Padana, sole velato, afa appiccicosa, l’aria ferma, nubi in aumento. Una calma che sapeva di attesa viste le previsioni meteo. Ecco, quella calma finisce adesso, perché il fronte instabile atlantico che da giorni scivolava lungo il bordo settentrionale dell’anticiclone ha finalmente trovato la porta aperta. E la giornata di oggi giovedì 20 agosto si annuncia decisamente movimentata per le regioni settentrionali.

Il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un avviso di condizioni meteo avverse. Non capita per caso.

 

Vediamo cosa dicono i vari modelli matematici che abbiamo consultato

Quando ECMWF, GFS, ICON e UKMO disegnano la stessa traccia di tedenzna meteo, ben si sa che le possibilità, come in questo caso, che l’evoluzione del tempo stis per precipitare in forti e numerosi temporali è altamente probibile. Mai certa. Succede raramente con la convezione temporalesca estiva, che per natura è capricciosa e mal si presta alle previsioni deterministiche. Stavolta invece la convergenza c’è, ed è di quelle solide: tutte le elaborazioni collocano l’asse di massima intensità lungo una fascia che parte dalle Alpi occidentali, attraversa la fascia prealpina e va a morire verso il confine orientale. Ma attenzione, investe gran parte della Valle Padana, specialmente l’area a nord del Po già oggi. Ed è in pianura che si rischia la grandine grossa, come le vallate prealpine, la zona del Laghi.

 

I modelli globali – il GFS del NOAA, l’IFS del centro europeo di Reading, l’ICON del DWD tedesco – tracciano una sorta di bante di temporali larghe lungo i territori del Nord Italia. Quelli ad alta risoluzione, dall’AROME di Météo-France all’ICON-D2, dall’ICON-CH2 svizzero alle versioni HARMONIE danese e olandese, la ritagliano invece con il bisturi, mostrando strutture filamentose e nuclei ben definiti. Segno che la convezione sarà organizzata, non sparpagliata a casaccio. Insomma, se avete l’auto nuova, io la metterei al riparo. Attenzione, agli allagamenti urbani e nelle strade, già segnalati dai nubifragi visti ieri pomeriggio. Durante i temporali i sottopassi vanno evitati.

 

Prealpi lombarde, raffica di temporali

È qui che tutti i modelli matematici piazzano il massimo della tempesta. La fascia compresa fra l’alta pianura e i primi rilievi lombardi, quella che si allunga a nord e a nord-est di Milano per risalire verso Bergamo, Lecco, Sondrio e Brescia, risulta il bersaglio principale. Gli accumuli attesi sono nettamente superiori a quelli di ogni altra area del Paese, e questo si traduce – la relazione è quasi meccanica – in rovesci di intensità notevole, concentrati in poche ore. AROME, ICON-D2 e HARMONIE spingono ancora più in là, individuando un nucleo estremamente marcato fra Prealpi lombarde e settore alpino centrale.

Perché proprio lì? Perché il flusso umido da sud-ovest, richiamato dalla saccatura in avvicinamento, va a sbattere contro la barriera orografica e viene costretto a salire. Sollevamento forzato, condensazione, temporali. Il meccanismo è quello di sempre, ma alimentato da un serbatoio d’aria calda e umida accumulato in settimane di dominio anticiclonico e caldo tropicale. Le aree più a rischio da oggi 20 agosto sono state indicate con largo anticipo, e la conferma è arrivata.

Un dettaglio che non va sottovalutato: in questa fascia i cumulonembi possono raggiungere sviluppi verticali impressionanti, e ne abbiamo parlato varie volte, soprattutto ieri, dell’altezza dei cumulonembi in Pianura Padana e questi possono produrre grandine e raffiche di vento, il downburst.

 

Area a gran rischio temporali violenti sono il Mar Ligure e alta Toscana

C’è poi un nucleo separato, più defilato ma tutt’altro che trascurabile, che ECMWF e ICON-EU collocano sul Mar Ligure, davanti al golfo di Genova, con propaggini verso il Levante e l’alta Toscana. Un massimo marittimo, insomma, di quelli che si accendono sull’acqua tiepida e poi vengono trascinati verso costa dal flusso in quota. E lo stiamo già osservando.

Fenomeni di questo tipo hanno una caratteristica: si organizzano rapidamente, spesso al largo, e quando arrivano sulla terraferma sono già maturi. L’entroterra ligure e il confine con l’Emilia occidentale meritano attenzione, così come il settore appenninico verso Firenze.

 

Piemonte e Alpi occidentali

Il modello matematico GFS disegna un nucleo consistente sulle Alpi Marittime e sul Piemonte meridionale, mentre altre elaborazioni allargano la fascia instabile fino al Cuneese e verso Torino. Va detto: sul settore occidentale i primi rovesci dovrebbero comparire con anticipo rispetto al resto del Nord, per poi propagarsi verso levante nel corso della giornata.

 

Triveneto, qui i temporali scoppieranno dal pomeriggio e stasera 

UKMO, HARMONIE e ICON-CH2 allungano il campo precipitativo verso est, coinvolgendo Trentino-Alto Adige, l’alto Veneto e il Friuli-Venezia Giulia fino al confine sloveno. Qui l’ondata dovrebbe arrivare più tardi, verosimilmente fra il tardo pomeriggio e la sera, ma con intensità paragonabile a quella lombarda su alcuni settori alpini e prealpini. Le zone montuose intorno a Belluno e Udine rientrano in pieno nella fascia critica.

La pianura veneta ed emiliana, quella verso Bologna, risulta più marginale nelle elaborazioni. Attenzione però: marginale non significa esclusa. La storia dei temporali estremi in Val Padana insegna che i fenomeni più violenti nascono spesso proprio dove le mappe di accumulo non segnalano granché, e questa è anche un’area molto critica per la grandine di grosse dimensioni.

 

Il resto d’Italia guarda da fuori

Sotto la linea dell’Appennino tosco-emiliano, sostanzialmente, non succede nulla. Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e le Isole Maggiori restano fuori dal rischio temporali, con cielo in prevalenza soleggiato, a tratti con passaggi nuvolosi sottili, ma anche nubi di giallastre, e soprattutto caldo che tende a rinforzare. Solo l’ECMWF lascia intravedere qualcosa sulla Sicilia orientale, poca roba. Chi si trova a Roma o a Palermo vivrà una giornata d’agosto decisamente calda, e direte, che novità!

 

Quello che le mappe non dicono

Una precisazione doverosa, perché la trasparenza vale più di una previsione spettacolare. Le mappe di accumulo indicano dove il modello ritiene probabile la concentrazione dei fenomeni, non dove cadrà il singolo chicco di grandine o dove si formerà la singola cella autorigenerante. Quella scala di dettaglio nessun calcolatore la restituisce con 6-12-24 ore di anticipo.

Si possono però leggere i segnali, e i segnali sono concordi. Aria fresca in quota, suoli surriscaldati, mari caldissimi, forte contrasto termico: gli ingredienti ci sono tutti. Il resto lo diranno i radar negli attimi immediatamente precedenti ai vari temporali, quando la struttura nuvolosa sarà già in costruzione. Ma anche se già compatta, è soggetta a rapide trasformazioni.

 

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