
Un boato sentito dall’altra parte dell’Oceano Indiano
Era il 27 agosto 1883 quando il Krakatoa, vulcano piazzato nello stretto della Sonda tra Giava e Sumatra, in Indonesia, arrivò all’esplosione finale. Il rumore che ne uscì è considerato il più forte mai registrato in epoca moderna, udito su oltre il 10% della superficie terrestre: lo sentirono in Australia e sull’isola di Rodrigues, vicino a Mauritius, a quasi 4.800 chilometri di distanza. Chi lo udì da così lontano pensava a colpi d’artiglieria, e invece era un’isola che per due terzi sprofondava sotto il mare.
Sul famoso valore dei 310 decibel, che circola spesso, va fatta una precisazione: è una stima ricostruita vicino alla sorgente. Oltre i 194 decibel circa, al livello del mare, l’aria non trasmette più un suono vero e proprio ma un’onda d’urto, cioè un fronte di aria compressa.
L’onda di pressione che girò il pianeta
Il boato, chilometro dopo chilometro, si spense, ma l’onda di pressione no. Nel giro di poche ore aveva già fatto più volte il giro del globo, e gli strumenti registrarono picchi improvvisi in Gran Bretagna e in America. Oggi la chiamiamo onda di Lamb, un’onda che corre schiacciata sulla bassa atmosfera e si propaga attorno alla Terra più volte prima di esaurirsi.
Il confronto con Tonga 2022
Nel gennaio 2022 l’eruzione dell’Hunga Tonga-Hunga Ha’apai, nel Pacifico, ha offerto un termine di paragone con strumenti moderni. Lo studio pubblicato su Science ha trovato un impulso di pressione paragonabile a quello del Krakatoa, con quattro giri del pianeta in un senso e tre in quello opposto, e l’onda è stata registrata anche dalle reti di monitoraggio dell’INGV in Italia.
Credit
- Atmospheric waves and global seismoacoustic observations of the January 2022 Hunga eruption, Tonga – Science
- As big as it gets: Hunga volcano comparable to Krakatoa – Lawrence Livermore National Laboratory
