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Grossa eruzione del Vesuvio. Immagine creata con l’AI al fine di presentare l’articolo.

Eruzioni prima del 79 d.C.

Il complesso Somma-Vesuvio vanta una lunga storia eruttiva, segnata da diversi eventi pliniani e subpliniani di grande portata (alcuni di VEI 5-6, più potenti di molti successivi). I principali noti sono:

  • ~6940 a.C. ±100 anni (Pomici di Mercato / Ottaviano): eruzione pliniana di grande magnitudo (VEI ~5-6).
  • ~2420 a.C. ±40 anni (Pomici di Avellino): eruzione pliniana molto violenta (VEI ~5-6). Distrusse insediamenti dell’Età del Bronzo (ad esempio ad Afragola) e lasciò depositi significativi; è tra le più importanti della preistoria.
  • ~1550 a.C. ±75 anni e ~1430 a.C. ±300 anni: eruzioni esplosive (VEI ~4).
  • ~880 a.C. ±50 anni: eruzione esplosiva (VEI ~4).
  • 600 a.C. o prima: attività esplosiva (VEI ~3).
  • 217-216 a.C.: evento documentato da fonti storiche (VEI ~3), accompagnato da fenomeni sismici e altri effetti.

Prima del 79 d.C. il vulcano attraversava un periodo di relativa quiete, durato circa 300 anni, tanto che le pendici erano coltivate a vigneti e giardini.

 

L’eruzione catastrofica del 79 d.C.

Si trattò di un’eruzione pliniana (VEI 5), avvenuta secondo la tradizione tra il 24 e il 28 agosto del 79 d.C., come riportato nella lettera di Plinio il Giovane. Forti evidenze archeologiche e storiche indicano però una data autunnale, probabilmente intorno al 24 ottobre: monete, iscrizioni a carbone, prodotti della vendemmia e altri indizi.

Si formò una colonna eruttiva alta decine di chilometri, seguita dalla caduta di pomici e ceneri e da flussi piroclastici che seppellirono le città. Il bilancio fu di migliaia di morti, mentre le rovine giunsero fino a noi in uno stato di conservazione eccezionale.

 

Eruzioni dopo il 79 d.C.

Dopo il 79 d.C. si contano diverse decine di eventi, circa 50-60 confermati in epoca storica, di intensità generalmente inferiore ma con alcune eccezioni notevoli.

Periodo romano-medievale (fino al 1631)

  • 172 d.C.: attività stromboliana violenta.
  • 203 d.C.: eruzione esplosiva con fase pliniana (VEI ~4).
  • 222-235 d.C.: attività stromboliana più o meno continua.
  • 379-395 d.C.: attività prevalentemente fumarolica, con possibile fase effusiva.
  • 472 d.C. (5-6 novembre) – eruzione di Pollena: subpliniana (VEI 5), con ceneri giunte fino a Costantinopoli e flussi piroclastici. Una delle più importanti dopo il 79.
  • 512 d.C. (8 luglio): evento significativo, che valse alla popolazione esenzioni fiscali concesse da Teodorico.
  • 536 d.C.: eruzione esplosiva.
  • 685 d.C. (febbraio-marzo): colonna pliniana e possibili colate (VEI ~4).
  • 787-788 d.C.: attività effusiva-esplosiva con fontane di lava e colate.
  • 968 d.C., 991, 999, 1006/1007, 1037 d.C. (colate fino al mare), 1139 d.C. (fase esplosiva con caduta di ceneri).
  • Possibili eventi minori o incerti nel 1270, 1347 e 1500.

Seguì un lungo periodo di quiescenza, circa cinque secoli, fino al 1631.

 

Dal 1631 al 1944, un ciclo di attività quasi continua

  • 1631 (16 dicembre – inizio 1632): eruzione subpliniana violenta (VEI ~4), con flussi piroclastici, lahar e crollo del cono. Causò migliaia di vittime (le stime parlano di 3-4.000) e danni gravissimi. Fu la più devastante degli ultimi mille anni.
  • Negli anni successivi l’attività rimase frequente, con cicli di eruzioni stromboliane, effusive ed esplosive minori. Tra le più notevoli:
  • 1660, 1682, 1694, 1698, 1707, 1737, 1760, 1767, 1779, 1794 (distrusse in parte Torre del Greco), 1822, 1834, 1839, 1850, 1855, 1861, 1868, 1872.
  • 1906 (aprile): evento importante (VEI ~4), con forte attività esplosiva e colate di lava; provocò oltre 100 morti e danni estesi. Fu tra i più voluminosi in termini di lava emessa.
  • 1929 e fasi di attività intermedia.
  • 1944 (marzo-aprile): ultima eruzione (VEI ~3). Le colate di lava distrussero parzialmente San Sebastiano al Vesuvio e Massa di Somma, mentre l’attività esplosiva produsse fontane di lava e pioggia di cenere. Avvenne durante la Seconda Guerra Mondiale.

 

Dal 1944 a oggi

Il Vesuvio è in fase di quiescenza, senza alcuna eruzione. È uno dei vulcani più monitorati al mondo per l’elevata densità di popolazione dell’area circostante, tra Napoli e i comuni vesuviani.

Le fonti principali sono il Global Volcanism Program (Smithsonian), VolcanoDiscovery, gli studi archeomagnetici e le fonti storiche italiane. Date e intensità (VEI) possono variare leggermente da una fonte all’altra per gli eventi più antichi o meno documentati. L’eruzione del 79 d.C. resta il riferimento per la vulcanologia pliniana.

 

Credit

 

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